I miserabili oppositori del governo dello sfascio

Chi può guardare Salvini e Di Maio senza vedere il proprio volto allo specchio? I finti nemici dello sfascismo. Risate

11 Maggio 2018 alle 06:01

I miserabili oppositori del governo dello sfascio

Foto LaPresse

Il governo da incubo è un sogno che si realizza per tutti coloro che la notte del 4 marzo avevano capito che l’unica strada possibile per dare al paese un governo coerente con il risultato elettorale era proprio il governo che sta per maturare con il bacio tra i Masha e Orso della politica italiana: Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Il ciclone Di Maio e Salvini, per l’Italia, rischia di essere come l’omerica ira funesta che infiniti addusse lutti agli achei. Ma al contrario di quello che si potrebbe credere non si tratta di un ciclone casuale. E’ il frutto di un processo lento e graduale a cui ha lavorato per anni un pezzo forse maggioritario dell’opinione pubblica italiana che in modo chissà quanto inconsapevole ha prodotto quello che oggi è sotto gli occhi di tutti: l’algoritmo del rancore.

 

Se ci pensiamo bene, l’unione tra i due progetti dello sfascio è il risultato esatto di ciò che l’Italia ha scelto di seminare negli ultimi venti anni della sua storia. E’ come un succo amaro che esce pulito da un frullatore caricato più o meno involontariamente, da Tangentopoli a oggi, con i peggiori ingredienti della nostra cultura politica. E dentro il frullatore è stato messo un po’ di tutto. Il moralismo spacciato per riformismo. Il garantismo spacciato per innocentismo. La globalizzazione trasformata in sinonimo di diseguaglianza. L’antieuropeismo trasformato nel collante dell’identità nazionale. La cultura del sospetto trasformata nel motore del cambiamento del paese. L’incompetenza trasformata in una alternativa all’Italia della casta. L’onestà utilizzata come surrogato dell’efficienza. La percezione utilizzata come evoluzione della realtà.

 

Il bacio tra Di Maio e Salvini, dunque, non è una scappatella improvvisata ma è semplicemente l’esito naturale dell’incrocio tra i peggiori istinti del nostro paese. E per questo quando il presidente della Repubblica darà il suo via libera alpiù importante governo populista dell’Eurozona, tra le molte ragioni per cui sarà difficile perdere il sorriso e il buon umore (viva la semplificazione, viva gli antieuropeisti con gli antieuropeisti, viva gli europeisti con gli europeisti) ce n’è una che riguarda un dramma con cui dovranno fare i conti tutti coloro che, dopo aver creato le condizioni perfette per far crescere le forze antisistema, ora proveranno a dire no grazie, per carità: noi non siamo come loro, noi non siamo come gli sfascisti, noi non c’entriamo nulla con Di Maio e Salvini.

 

E’ il dramma di chi ha giocato in modo spregiudicato con l’agenda anti casta. E’ il dramma di chi ha speculato con l’antieuropeismo. E’ il dramma di chi ha trasformato la cultura della gogna nell’anticamera della verità. E’ il dramma di chi ha trasformato in una missione vitale la battaglia contro l’ottimismo. E’ il dramma degli opinionisti e dei conduttori e dei politici e degli imprenditori che hanno tollerato l’egemonia del moralismo. E’ il dramma dei travaglini che oggi sputano addosso al mostro grillino che ha preferito allearsi con i cugini di FI piuttosto che con i nemici del Pd dopo aver sostenuto per anni che il Pd fosse un “male assoluto” peggiore di FI. E’ il dramma di quei sindacati che a forza di sputare sulle riforme di buon senso – Jobs Act, legge Fornero – oggi si ritrovano in sintonia con gli stessi politici un tempo definiti xenofobi e fascisti. E’ il dramma della sinistra che ha allevato i suoi lettori e i suoi elettori con la bufala della questione morale e che oggi per fare opposizione al grillismo si ritrova a dovere essere più grillina dei Casaleggio e dei Casalino. E’ il dramma, in buona sostanza, di chi ha creato un mostro, il mostro dello sfascismo, il mostro del leghismo, il mostro del grillismo, al quale oggi può fare opposizione solo a condizione di essere ricoperto da una grande risata.

 

Il governo che nascerà verrà presentato come il governo di nessuno ma in realtà è il governo che la stragrande maggioranza della classe dirigente del nostro paese ha contribuito a far nascere infilando ogni giorno un ingrediente letale nel frullatore della democrazia italiana. Ci sarà la corsa a fare opposizione al governo degli sfascisti, ma la domanda giusta alla quale sarebbe corretto rispondere oggi dovrebbe essere questa: ma di fronte al governo del pessimismo, del giustizialismo, dell’antieuropeismo, del moralismo, dell’anti casta chi è che ha davvero i titoli per dire che questo non è il suo governo? Chi è che può guardarsi allo specchio senza vedere nei volti di Salvini e di Di Maio la propria immagine riflessa nel paradiso dello sfascio? Vale la pena pensarci. Intanto, nell’attesa, altri popcorn per tutti, e grazie.

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    12 Maggio 2018 - 14:02

    Purtroppo, è così: in democrazia ogni cittadino è personalmente responsabile del proprio governo. L'Italia ha bisogno di fame, di lacrime e sangue. Siamo un popolo di drogati, di apostati e rinnegati, di apolidi kulturali e dispersi mentali, senza Dio e senza fede, contronatura, abortisti in odio alla vita nascente perchè odiatori di noi stessi. Speriamo di sbattere finalmente contro il muro della Verità da cui proveniamo e che rigettiamo, costi quel che costerà. Basta offrire agli invasori tribali il vomitevole spettacolo di baballa e isteriche pavoneggiarsi facendosi trascinare di palo in frasca dal guinzaglio del cane, a parlare con un cane!...

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  • carlo schieppati

    11 Maggio 2018 - 17:05

    A Natale sarà governo M5S / PD

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  • CohleandHart

    11 Maggio 2018 - 15:03

    amen. devo dire che alla gogna e a quella cultura hanno - a turno - partecipato un po' tutti. incluso il cav. e i suoi giornali, anche se meno e ovv. contro altri nemici (vedasi fini & co.). insomma al clima generale hanno contribuito un po' tutti tranne chi ama la verità ed i fatti. il foglio ed il mattino forse sono gli unici due quotidiani garantisti ed equidistanti del paese. i giordano, i sallusti, i belpietro ed i feltri non hanno fatto molto: anzi. sulla sinistra non parliamone neanche visto che del giustizialismo si è fatta paladina sin dal primo giorno (io ricordo ancora il laureato con chiambretti...poi tutta la dandini, guzzanti e compagnia... eh ragazzi tutti con la memoria corta e oggi siamo ancora lì a berlusconi caimano con Loro 1 e Loro 2, dai cazzo lo star system culturale è pietoso).

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  • Claudia.messori01@gmail.com

    Claudia.messori01

    11 Maggio 2018 - 15:03

    Bravissimo dott Cerasa! Qualora venisse invitato a @ottoemezzo potrebbe dire con forza che far parlare e straparlare Travaglio a Sua Discrezione e gli altri ‘rapidi’ sa molto di Rieducazione di altri tempi? Forse Travaglio dovrebbe essere E-ducato

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