Al Quirinale seduti

Redazione

Persino Sergio Rizzo, l’inventore e fustigatore della “Casta” che ha fatto diventare la lotta al vitalizio e all’auto blu un fenomeno editoriale prima che diventasse una potenza politica, dalle colonne di Repubblica suggerisce a Roberto Fico: “Presidente, per favore prenda l’auto blu”. Ma persino quando ne dice una giusta sulla esibita passeggiata pauperista del presidente della Camera verso il Quirinale, Rizzo lo fa per il motivo sbagliato. L’errore di Fico non starebbe tanto nell’ormai inutile e ostentata retorica contro i “costi della politica” che non hanno alcun impatto effettivo e neppure simbolico sul bilancio dello stato. E neppure perché la demagogia del politico in bicicletta, in utilitaria, col trolley, in treno (seconda classe però) e autobus sia ormai logora. Ma perché, secondo Rizzo, in quella passeggiata Roberto Fico sarebbe troppo “Casta” e poco “come la gente”.

 

“Caro presidente, riguardi i video e le foto che la ritraggono attorniato da un manipolo di agenti in borghese e protetto da un cordone sanitario di uomini in divisa che tengono lontani curiosi e giornalisti – scrive Rizzo – Quelle scene mandano un segnale opposto: la presunta sobrietà finisce per trasformarsi nella esibizione, fosse pure involontaria, del potere”.

 

Neppure la passeggiata va bene, perché è un’ostentazione di potere e poi costa troppo: prendendo l’auto blu “la Terza carica dello stato può limitare la propria scorta a cinque persone anziché venti”. Ci si rende conto che persino l’idea di Gianfranco Rotondi di presentarsi alle consultazioni in limousine sarebbe minimalista. La vera innovazione contro il pauperismo “anti casta” sarebbe quella di farsi portare al Colle da schiere di decine di persone sulle spalle, seduti su una sedia gestatoria. Come facevano i vecchi inquilini del Quirinale.

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