Renzi "riposa in pace". La vignetta della discordia manda in subbuglio il Pd romano

Valerio Valentini

Il problema, dice Guido Staffieri, non è la vignetta. “No, il problema è semmai il fatto che i vertici del Pd continuano a confondere la politica vera con Facebook”. Il segretario romano dei Giovani democratici risponde col tono a metà tra il sorpreso e il divertito. Sorpreso perché, afferma, “non credevo che un post un po' ironico sui social scatenasse tutta questa polemica”. Divertito, invece, perché a suo parere la vignetta è simpatica. “Un po' forte, certo, ma simpatica”.

La vignetta, nella fattispecie, è quella della copertina dell'evento Facebook per l'invito a una festa organizzata dalla giovanile del XIV municipio. Ritrae Matteo Renzi in versione Frankenstein, di profilo vicino a una bara, con su scritto: “R.I.P.ARTY”. In evidenza, l'acronimo che di solito si riserva a chi passa a miglior vita. A idearla è stato il segretario dei Gd della Balduina, Matteo Rivalta, che martedì sera, prima di pubblicarla, l'ha mostrata in anteprima proprio a Staffieri. Che racconta: “L'ho vista, non mi è sembrata offensiva, e anzi mi ha fatto sorridere”.

 

Deve aver divertito meno i dirigenti del Pd romano, e in particolare Luciano Nobili, renziano di ferro e fresco di elezione alla Camera, che ha subito commentato, con sdegno, l'immagine incriminata. “Da tempo credo che i toni nella discussione interna al Partito Democratico abbiano passato il limite”, scrive Nobili. Aggiungendo: “Ma quello che ho appena scoperto è di una gravità senza precedenti”. E insomma, “non si tratta di una bravata, ma di un evento promosso dall’organizzazione ufficiale dei Gd e come se non bastasse tra i partecipanti ci sono autorevoli dirigenti, tra cui il segretario romano. Si tratta – insiste il deputato dem – di un atto indegno che meriterebbe provvedimenti immediati ed esemplari. Ne va della vita stessa della nostra comunità politica”. Post per nulla interlocutorio, che viene subito apprezzato e commentato da altri dirigenti del Pd renziano, da Pina Picierno (“Che orrore”) a Stefano Esposito (“E' gravissimo”), passando per Alessia Rotta. Poi, tra le repliche, anche tanti insulti rivolti ai rampolli della Balduina, conditi di insulti e schiaffoni online, peraltro ricambiati.

 

Un bel clima, insomma, che spinge poi gli stessi Gd del XIV a fare un comunicato: “Aldilà dell'evidente strumentalità con cui si è commentato la foto dell'evento senza tenere in conto della sua descrizione (ben tagliata), ciò che colpisce e mette VERAMENTE paura è la gogna pubblica, da esposizione e da punizione esemplare, che animano i commenti nei nostri confronti”. Non solo. Secondo i Gd, che pure a Roma non hanno mai nascosto il loro scarso afflato per il renzismo, “il senso del ripartire dalla brutta sconfitta e ritrovarci quindi tutti insieme (in una FESTA) per il difficile percorso che ci aspetta come comunità è un tema che meno si tratta e meglio è. Più facile individuare il nemico interno di volta in volta, il 'traditore' e accanirsi come avvoltoi”.

 

A distanza di qualche ora, Staffieri fa una mezza marcia indietro. Ma solo parziale. “Tornassi indietro, magari consiglierei ai ragazzi del XIV di non pubblicarla. Ma a me pare che la canea scatenatasi intorno a un fatto simile sia indice della confusione che regna sovrana nel Pd. Quando i vertici di questo partito si accorgeranno che la politica è una cosa diversa dalla vita su Facebook, forse riusciremo a riavvicinarci un po' ai nostri elettori”. Non li condanna Staffieri, insomma, i “suoi” ragazzi. E non ravvisa nel loro gesto un accanimento “né umano né politico contro Matteo Renzi”. Anzi, ricorda come di vignette simili, “forti ma satiriche”, ne abbiano già fatte: “Una sul Papa, una su Ignazio Marino... e varie altre”. Insomma, “Se si volesse vedere un messaggio politico in questa locandina, si commetterebbe un errore clamoroso”, scandisce Staffieri, che però precisa: “E' evidente che siamo di fronte alla fine di una stagione nel Pd, ed è evidente che l'ex segretario ha fatto bene a dimettersi”. E ora, aggiunge il segretario dei Gd della Capitale, “farebbe bene a invitare tutti a sorridere di fronte a questa vignetta. Del resto, ci siamo stracciati tutti le vesti dicendo che eravamo 'Charlie Hebdo', che pure si scagliavano contro delle divinità, e ora ci scandalizziamo per un'immagine satirica che riguarda un semplice politico e che obiettivamente fa ridere”. E dunque? “E dunque niente. Il dibattito interno al partito – dice Staffieri – non è all'altezza del partito che siamo stati e che dovremmo essere, e questa vicenda lo conferma”. Nessuna tirata di orecchie, ai giovani del XIV? “No. Io venerdì – conclude Staffieri – a quella festa ci sarò”.

This page might use cookies if your analytics vendor requires them.