Giovedì il secondo giro di consultazioni. Ecco tutti i "no" con cui dovrà fare i conti Mattarella

Enrico Cicchetti

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Far trascorrere "qualche giorno di riflessione, anche sulla base della esigenza di maggior tempo prospettata durante i colloqui da molte parti politiche". Una pausa "utile" per permettere ai partiti di "valutare, responsabilmente, la situazione, le convergenze programmatiche e le possibili soluzioni per dar vita a un governo". Erano state queste le indicazioni con le quali il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, giovedì scorso, al termine dei primi colloqui al Quirinale con cariche istituzionali e schieramenti politici, aveva annunciato per questa settimana "un nuovo ciclo di consultazioni, per ascoltare le opinioni dei partiti e verificare se è maturata qualche possibilità che oggi non si registra". Il momento è arrivato: giovedì 12 e venerdì 13 aprile le porte dello Studio alla Vetrata si apriranno ancora per verificare se si può arrivare alla formazione di un nuovo governo. Dati alla mano, la maggioranza non potrà che basarsi su intese tra partiti avversari alle urne, che portino alla formazione di "una coalizione". Per ora ne esiste una, quella di centrodestra, che tuttavia non ha i numeri sufficienti per sostenere un governo, ma che a questo secondo giro di consultazioni ha deciso di presentarsi in un'unica formazione. Ecco tutti i "no" dei partiti che saliranno al Colle.

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