“Pane, giustizia e libertà”. Rebus a sinistra

Redazione

Maurizio Maggiani è uno scrittore bravo, che non viene dall’élite culturale, ha vinto molti premi, è molto di sinistra. Tendenza più anarchica che di establishment, o forse oggi si potrebbe dire che esprime posizioni e idee “corbyniane”. Quel grumo di preoccupazioni sociali, idee, sensibilità politiche che va per la maggiore nella sinistra che in Europa o nell’America di Bernie Sanders piace molto ai giovani, prende tanti voti (in Italia non molti, per la verità) ma di solito non vince le elezioni.

 

Fatto che tiene le idee politiche di Corbyn, di Sanders e pure di Maggiani al riparo dalla prova del metterle in pratica, al governo. Ieri Maggiani ha rilasciato una lunga intervista a Repubblica, il cui senso il quotidiano ha provato a riassumere in un titolo: “Togliatti ascoltava anche Celentano ora la sinistra non ascolta più nessuno”. Messa così, un altro mattoncino al dibattito drammatico e un po’ surreale che agita la sinistra italiana, e il suo maggiore partito, dopo il 4 marzo.

 

Maggiani dice ovviamente molte cose in più, alcune significative. Ad esempio su come riconoscere la sinistra: “Pane, giustizia e libertà. Il pane interessa al popolo, la libertà alle élite, la giustizia alle élite e al popolo insieme”. La sinistra ultimamente si è occupata più dei diritti che del pane. Ma una cassiera di supermercato lesbica e precaria che lui conosce, gli ha spiegato: tra sposarsi e il lavoro, le preme di più il lavoro. Del Movimento cinque stelle, Maggiani dice “mi pare un filo più pericoloso del nazionalsocialismo”. Purtroppo, però, il popolo che vuole pane ultimamente preferisce i Cinque stelle. Un rompicapo per la sinistra, che forse il corbynismo non risolverà. Ma occuparsi del pane, forse è un punto di partenza.

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