Renzi lascia la guida del Pd: “Non faremo un governo con gli estremisti”

Redazione

Matteo Renzi lascia la guida del Pd. Dopo una giornata di annunci, smentite, rinvii (la conferenza stampa inizialmente fissata per le 17 è poi slittata alle 18 ma non è iniziata prima delle 18.20) il segretario del partito democratico annuncia le sue dimissioni. Una scelta inevitabile dopo un risultato che, come ricorda lo stesso Renzi, è “una sconfitta netta che ci impone di aprire una pagina nuova all'interno del Pd”.

 

  

La pagina nuova, però, non lo vedrà protagonista: “Ovvio che io lasci dopo questo risultato la guida del Pd”. Il presidente Matteo Orfini ha già ricevuto il mandato di convocare il congresso, il nuovo segretario verrà scelto con le primarie e non sarà “un reggente scelto da un 'caminetto'”. Lui comunque non lascerà subito, ma solo dopo l'insediamento del Parlamento e la formazione del nuovo governo. Perché su due cose Renzi è chiaro: nella prossima legislatura farà il “senatore semplice” e il Pd non darà mai il sostegno ad un governo “con gli estremisti”.

 

“Oggi - spiega - l'Italia ha una situazione politica in cui chi ha vinto politicamente non ha in numeri per governare. Se noi siamo quelli 'con le mani sporche di sangue', fate il governo senza di noi. Il Pd, nato contro i caminetti e le forze antisistema, non diventerà la stampella per le forze antisistema, magari con decisioni prese a porte chiuse. Abbiamo detto in campagna elettorale no a un governo con gli estremisti. Non abbiamo cambiato idea nel giro di 48 ore. Il Pd è qui per dire no inciuci, no caminetti, no estremisti. Chi ha la forza per governare lo faccia. Noi staremo all'opposizione”. 

 

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