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La bolla dell'"emergenza fascista"

Da Repubblica alle marce di Macerata, un fumogeno dannoso

5 Marzo 2018 alle 18:51

La bolla dell'"emergenza fascista"

Milano, un comizio di Forza Nuova e Fiamma Tricolore (foto LaPresse)

Il fascismo alla fine non va oltre il punto percentuale. CasaPound e Forza Nuova da oggi tornano da dove sono venute, le catacombe, da cui erano uscite grazie a una campagna mediatica che le ha portate in palmo di mano, per farne la nemesi ideale. Il “pericolo nero” era tale soltanto visto dalla bolla dell’emergenza razzista. Non hanno fatto altro, per mesi. Il primo è stato un bagnino di Chioggia, indagato per apologia di fascismo. La Repubblica ha poi organizzato picchetti di solidarietà sotto la propria sede dopo il “blitz” delle teste rasate. E poi giù, un articolo al giorno sulla xenofobia in marcia. La regione Toscana intanto si dotava di un “Osservatorio sui nuovi fascismi”. I professionisti del settore, come Laura Boldrini e Pietro Grasso, chiedevano invece lo scioglimento di formazioni e associazioni di ispirazione fascista. E in fretta.

 

Gli appelli degli intellettuali si alternavano alle manifestazioni antifasciste della Milano borghese, solidale, moralista. Migliaia di persone si riversavano alla marcia di Macerata dopo il ferimento di alcuni migranti da parte di Luca Traini. Si è arrivati anche ad approvare una legge contro il “reato di propaganda del regime fascista e nazifascista”. Il rumore di fondo era intanto occupato dalle geremiadi di Roberto Saviano. E’ stato il ritorno di una febbre che si credeva scomparsa in Italia negli anni Settanta.

 

Ma cosa indicava questa campagna mediatica? La necessità di trovare un fumogeno ideale con cui annebbiare la vista degli elettori. Una certa sinistra ha scientificamente paventato questa “onda nera” per massimizzare i voti e il consenso. Ma è stata una operazione ridicola e molto deleteria. Di questa arma di stordimento e di distrazione di massa hanno approfittato non i fascisti dello zero virgola, le teste rasate, ma gli sfascisti del trenta per cento, gli incravattati dell’anti casta. Il fascismo nero, per ora, appare dunque destinato a rimanere tra gli “altri” non meglio specificati. E’ il fascismo digitale che dovrebbe preoccuparci un tantino di più.

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Commenti all'articolo

  • parodip

    06 Marzo 2018 - 16:04

    Questa è una delle pochissime piccole soddisfazioni di queste SCIAGURATE elezioni. La stupida e sicuramente ingiustificata campagna antifa con tutto il Full Monty di marce e Belle Ciao non ha portato un solo voto a chi la ha messa in atto. E neanche è servita a far propaganda alle schifezze di Casa Pound e Forza Nuova che hanno fatto solo un po' di rumore. Segno che si tratta di problemi di NESSUN interesse per il Paese, pochi fanatici esclusi. Speriamo che quanto rimane della sinistra in Italia lo capisca e per il futuro cerchi di usare argomenti seri e reali, non fantasie.

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  • guido.valota

    05 Marzo 2018 - 19:07

    E infatti gli antifa più antifa che ci siano ma sempre e solo in assenza di fascismo, nemmeno da operetta, ma da combattere comunque e in favore di telecamera per interposti squadristi rossi e reati contro il patrimonio, fremono per allearsi con il più patetico neofascismo mai visto: uniti nella lotta per il sussidio. Dio li fa e poi li accoppia.

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