Cosa dice il regolamento per le candidature del Pd

Abbiamo letto in anteprima il testo che sarà votato oggi alla Direzione del Pd. Poche regole, pochissime deroghe e qualche spunto sulle liste per le prossime elezioni
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17 JAN 18
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Foto LaPresse

Roma. Appena due pagine. Il regolamento per le candidature che sarà votato oggi alla Direzione del Pd – inizio alle ore 18 – è striminzito ma dice alcune cose precise.
Il Foglio ha potuto consultare una bozza, aggiornata a stamattina (che potrebbe quindi essere cambiata prima di andare in votazione).
Il documento di convocazione per la Direzione Pd inizialmente programma per ieri e poi spostata a oggi, mercoledì 17 gennaio 2018
Anzitutto, le deroghe: il segretario Matteo Renzi ne vuole poche, riservate al presidente del Consiglio, ai ministri di questa legislatura e ai segretari dei partiti fondatori (cioè Piero Fassino, ex segretario dei Ds). Le liste non sono ancora complete e saranno votate durante la prossima Direzione nazionale.
Intanto però Renzi ha incontrato i vertici del Pd bolognese e dato il via libera alla candidatura di Pierferdinando Casini nel collegio uninominale di Bologna. Nelle due pagine del regolamento c’è anche un passaggio sulle incandidabilità: non può candidarsi chi non è in regola con i pagamenti delle quote al Partito democratico.