L'Agcom e le elezioni: il voto è segreto ma il giornalismo neutrale è una fake news

Claudio Cerasa

Al direttore - Ho letto del regolamento dell’Agcom sulla par condicio che dovrà essere applicata anche ai giornalisti-ospiti nelle tv private. Mi sembra una boiata, il Foglio che ne pensa?

Marco Martini

Mi sembra una boiata ma per le ragioni opposte a quelle suggerite da diversi colleghi. Ogni cittadino deve essere libero di non dire per chi vota. Ma ogni giornalista avrebbe il dovere di non prendere in giro chi lo legge o chi lo ascolta fingendosi fintamente obiettivo. Ogni giornalista ha un pensiero, un suo modo di inquadrare la realtà, e l’unico modo per raccontare la “verità” ai propri lettori o ai propri ascoltatori è dire da che parte si sta. Sostenere che non si possa essere obbligati a dire come la si pensa è corretto. Sostenere invece che dire come la si pensa è un modo di tradire il proprio ruolo è una stupidaggine. Ognuno di noi ha una macchina fotografica in mano. Ognuno di noi sceglie un’inquadratura. Negarlo non vuol dire essere obiettivi, vuol dire essere paraguru.

This page might use cookies if your analytics vendor requires them.