"Subìte pressioni". A Torino si dimettono i revisori dei conti del Comune

David Allegranti

Roma. Il collegio dei revisori dei conti di Torino si è dimesso in blocco oggi, denunciando “l’assenza di collaborazione dell’Ente” e le “pressioni” dell’amministrazione Appendino. Pressioni che “sono state fonte anche di disagi operativi e di incomprensioni”. Lo hanno messo nero su bianco nella loro lettera di dimissioni i revisori, tra i quali anche il presidente del collegio Herri Fenoglio. Non è un dettaglio e la storia è più importante di quella della consigliera comunale, Deborah Montalbano, che si è autosospesa per aver usato l’auto blu del Comune per andare a prendere la figlia a scuola.

   

I problemi tra l’amministrazione torinese e i revisori dei conti andavano avanti da mesi, ma erano esplosi a ottobre dopo il secondo avviso di garanzia per Chiara Appendino per falso in atto pubblico, indagata insieme al suo ormai ex capo di gabinetto Paolo Giordana e all’assessore al bilancio Sergio Rolando. L’amministrazione è stata accusata di aver tolto dal bilancio del 2016 un debito da 5 milioni nei confronti di Ream, una partecipata della Fondazione Crt che avrebbe voluto investire nell’area ex Westinghouse, dove nascerà il nuovo centro congressi di Torino. Cifra che però non è mai stata né versata né iscritta nel bilancio. I revisori che si sono appena dimessi il 27 aprile avevano chiarito con un parere che il debito verso la Ream avrebbe dovuto essere contabilizzato nel 2017 e non nel 2018 ma dopo l’approvazione del bilancio, avvenuta nella notte tra il 3 e il 4 maggio, avevano firmato un parere che autorizzava la posticipazione del debito al 2018, fatta a penna su un testo stampato. Come è stato possibile? Il presidente del collegio dei revisori Herri Fenoglio ad agosto aveva rilasciato un’intervista all’edizione torinese di Repubblica per raccontare che lo avevano costretto a cambiare data con un inganno. A novembre poi i revisori avevano bocciato il bilancio di previsione finanziario 2017-2019 e il bilancio consolidato 2016, scatenando la reazione dei consiglieri del M5s. “Revisori poco credibili, non ci fidiamo più”. L’epilogo è dunque arrivato con le dimissioni e la lettera: “I noti accadimenti degli ultimi mesi, di cui è stato dato ampio risalto nei quotidiani cittadini hanno generato difficoltà nello scambio delle comunicazioni ed ostacoli nell’attività di raccordo tra la struttura organizzativa dell’Ente ed il Collegio dei Revisori e tra quest’ultimo e il Consiglio comunale”. 

This page might use cookies if your analytics vendor requires them.