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Berlusconi al Foglio: “Il M5s può vincere le elezioni. È il più grave pericolo per l’Italia dal Dopoguerra"

"La classe dirigente italiana non sia complice: no agli utili idioti". L’ex presidente del Consiglio parla a ruota libera di Italia, Renzi, Salvini, Di Maio, Merkel. Un'anticipazione dell'intervista di Claudio Cerasa al Cav., oggi sul Foglio

7 Gennaio 2018 alle 19:05

Berlusconi al Foglio: “L'M5s può vincere le elezioni. È il più grave pericolo per l’Italia dal Dopoguerra"

Silvio Berlusconi (foto LaPresse)

Domani sul numero monografico del Foglio del lunedì un'intervista di Claudio Cerasa a Silvio Berlusconi. L’ex presidente del Consiglio parla a ruota libera di Italia, Renzi, Salvini, Di Maio, Merkel. Pubblichiamo un'anticipazione.

 


  

Ci spiega esattamente cosa pensa di un movimento politico, come il cinque stelle, che sogna di abolire la democrazia rappresentativa sostituendola con una forma forse persino incostituzionale di democrazia diretta? Non le sembra che ci siano delle classi dirigenti troppo complici nei confronti del grillismo?

Penso che siano il più grave pericolo per il futuro dell’Italia dal dopoguerra. La loro finta democrazia diretta maschera, come tutti sanno, il potere effettivo di pochissime persone. E’ lo stesso “centralismo democratico” dei vecchi partiti comunisti, governato in questo caso da un politburo molto ristretto, costituito da un vecchio comico, un oscuro professionista della comunicazione, e forse la figurina Di Maio. Ai loro ordini una serie di professionisti della politica, cioè di persone che dipendono dalla politica per vivere, e quindi dalla benevolenza dei loro capi, che ne decidono destini e carriere. A differenza dei vecchi professionisti della politica, però, quelli della Prima Repubblica, qui manca anche l’esperienza, la conoscenza dei meccanismi di governo: la gran parte di loro non ha mai lavorato, non ha mai amministrato neppure un condominio. I risultati, dove sono chiamati a governare le città, si vedono. L’idea che l’Italia possa cadere nelle loro mani è assolutamente pericolosa, ed è un pericolo reale, immediato. Se davvero alcune figure della cultura, dell’economia, dell’impresa non se ne rendessero conto, e pensassero di usare i grillini per trarne qualche vantaggio, rischierebbero di fare la parte di quelli che Lenin chiamava “utili idioti”, da usare e poi da eliminare. La vera sfida è fra la nostra rivoluzione liberale, una rivoluzione possibile, concreta, costruttiva, e il ribellismo – non mi piace chiamarlo populismo – dei Cinque Stelle. Sono un pericolo perché della vecchia sinistra hanno ereditato le parti peggiori, lo statalismo, la cultura del NO, l’oppressione fiscale, la diffidenza verso la libertà dei cittadini, il giustizialismo feroce, senza neppure averne la tradizione di serietà e la cultura di governo che ai comunisti non mancavano. Per questo sono doppiamente pericolosi. Se vincessero massacrerebbero di tasse il ceto medio – aggredendo la casa, i patrimoni, le successioni, le stesse pensioni – bloccherebbero le infrastrutture fondamentali, porterebbero al governo i settori più politicizzati della magistratura.

 

In che modo il centrodestra di governo che si dice alternativo all'Europa dei populisti può essere pienamente credibile come forza di governo se si presenta con i gemelli dei partiti populisti europei?

La Lega ha governato con noi l’Italia per dieci anni, governa tuttora con noi importanti regioni italiane e ogni volta che è chiamata a responsabilità di gestione si dimostra una forza politica concreta, affidabile, pragmatica. Non dobbiamo confondere i toni della propaganda elettorale con la realtà dei fatti concreti. Certo, il ruolo trainante nel centro-destra di un soggetto come Forza Italia, saldamente radicato nei valori del Ppe, che sarà di gran lunga la maggior forza politica della coalizione, garantirà che non ci potrebbe essere spazio per tentazioni demagogiche, se mai si dovessero manifestare. Ma le ripeto, non ho questo timore, la Lega è profondamente diversa, per storia e cultura di governo, dalle forze politiche che lei ha ricordato.

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Commenti all'articolo

  • agkyrios

    09 Gennaio 2018 - 15:03

    Il ripetersi della storia porta coloro che hanno contribuito all'ascesa degli utili idioti, a divenire i saggi e ragionevoli illuminati, tali da assurgere a ruoli di statisti e salvatori della Patria, una Patria che lentamente cade sotto i colpi ignavi del suo popolino.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    08 Gennaio 2018 - 04:04

    L'incipit è senza pecche, mette in evidenza, pianamente, senza acrimonia, la realtà del pericolo, che significherebbe concretamente per tutti noi se un raffazzonato insieme di interessi vari, mossi da personalismi, da opportunismi, da prospettiva di vantaggi di categoria, appoggiare e favorire Grillo per portare il Movimento al Governo. La sfida di fondo non è però tra logiche di governo e conduzioni socio/politiche diverse, ma tra quelle e il diffuso senso d'intolleranza, d'insoddisfazione, di rancore e di sfiducia verso la classe politica attuale. Il prevalere delle sensazioni, percezioni, pregiudizi e la voglia del "tutti a casa", hanno un peso notevole. Non so quanto i ragionevoli argomenti di Berlusconi possano incidere e spostare voti. Mi auguro possano essere efficaci. Le platee attuali non sono più quelle del 1994. Si profila una lotta acerrima tra la pancia e la ragione. Tra chi vuole correggere gli errori del passato e chi vuole buttare tutto all'aria. Roba grossa.

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