L'Austria allarga le crepe nel centrodestra

Redazione

La volontà del governo austriaco, o almeno della sua componente nazionalistica del Fpö, di offrire la doppia cittadinanza ai cittadini sudtirolesi di lingua tedesca, oltre ad aprire un contenzioso con l’Italia, è destinata ad allargare le tensioni nel centrodestra. Matteo Salvini insiste nella sua politica di accordo con le formazioni sovraniste, ma una internazionale dei sovranisti è illogica e contraddittoria in se stessa, per la semplice ragione che gli interessi sovrani dei singoli paesi sono in contrasto tra loro. La più irritata è Giorgia Meloni, la quale ha annunciato che Fratelli d’Italia “farà le barricate in Alto Adige, in Parlamento e in ogni sede istituzionale”. Anche Michaela Biancofiore, parlamentare altoatesina di Forza Italia, respinge con sdegno la provocazione austriaca, e la sua posizione avrà un peso nel partito di Silvio Berlusconi. Salvini, dunque, si trova isolato su un tema concreto che difficilmente potrà essere derubricato, a meno che il nuovo cancelliere austriaco non smentisca gli annunci dei partner di governo. Per la verità, anche i rapporti tra il Partito democratico e la Südtiroler Volkspartei, che non ha espresso alcuna critica all’intrusione austriaca, potrebbero risultare più complessi. Tuttavia è nel centrodestra che la frattura si preannuncia più lacerante, come preannunciava già la diversa lettura dell’esito del voto austriaco, con Berlusconi che rilevava la vittoria dell’ala popolare, mentre Salvini si rallegrava per la crescita della formazione sovranista. Ora, però, non si tratta più solo di una differenza di giudizi su una vicenda estera, ma di confrontarsi su una iniziativa che interessa l’Italia, il che rende le distanze più pericolose.

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