Il Cav. e Salvini fanno di nuovo baruffa

Redazione

Roma. Vero è che la legge elettorale premia le identità dei partiti, e quindi litigare un po’, pur tra alleati, può convenire. Ma Silvio Berlusconi e Matteo Salvini forse esagerano. E fanno pensare che sia qualcosa di più grave. Anche mercoledì si è ripetuto un duello a distanza e in differita.

 

Il Cav. ha detto che, senza una maggioranza chiara e definita dopo il voto di primavera 2018, Paolo Gentiloni dovrebbe restare come presidente del Consiglio per almeno tre mesi, prima di tornare nuovamente alle urne. Il capo della Lega invece ha annunciato la sospensione di “qualsiasi tavolo e incontro con Silvio Berlusconi finché non avremo spiegazioni ufficiali sul voto contrario di Fi all’iter veloce per la legge Molteni che cancella lo sconto di pena per i reati gravissimi”.

 

La proposta di legge, presentata dalla Lega e sostenuta anche da altri partiti, riforma il rito abbreviato nei processi, eliminando la possibilità di accedere a sconti di pena per gli autori di alcuni reati, come lo stupro e l’omicidio. Berlusconi minimizza, ma viene da pensare che al fondo del rapporto fra i due ci sia anzitutto una incompatibilità anagrafica, personale e antropologica profondissima. Salvini è il giovane dall’aria irritante che vuole fargli le scarpe, Berlusconi l’anziano leader che non sopporta il ragazzino maleducato. Altrimenti non ci spieghiamo come sia possibile che i due stiano cercando di far naufragare un’alleanza già benedetta da tutti i loro colonnelli, tant’è vero che – stando a quanto risulta al Foglio – la Lega per bocca di Giancarlo Giorgetti, vicesegretario federale, ha chiesto a Sergio Pirozzi di ritirarsi dalle regionali del Lazio offrendogli un seggio in Senato. E insomma la Lega fa un favore a Fi. Laddove si dimostra che i tavoli, almeno quelli locali, sono in piena attività. Per ora.

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