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"Il Reddito di cittadinanza può diventare realtà se la politica vuole", scrive la senatrice del M5s

Nunzia Catalfo scrive al Foglio per replicare all'articolo di Luciano Capone dello scorso 12 maggio (Perché l'idea grillina del reddito di cittadinanza, numeri alla mano, è irrealizzabile) e per spiegare perché il reddito di cittadinanza dei grillini è un progetto realizzabile.

14 Maggio 2015 alle 18:38

"Il Reddito di cittadinanza può diventare realtà se la politica vuole", scrive la senatrice del M5s

La conferenza stampa dei grillini Alberto Airola, Luigi Di Maio, Nunzia Catalfo, Daniele Pesco alla presentazione del progetto di reddito di cittadinanza

La senatrice del Movimento 5 stelle Nunzia Catalfo scrive al Foglio per replicare all'articolo di Luciano Capone dello scorso 12 maggio (Perché l'idea grillina del reddito di cittadinanza, numeri alla mano, è irrealizzabile) e per spiegare perché il reddito di cittadinanza dei grillini è un progetto realizzabile.

 

Al direttore - Il reddito di cittadinanza proposto dal Movimento 5 stelle non è una misura assistenziale ma collegata al reinserimento nel mondo del lavoro. La nostra proposta prevede un sostegno economico massimo di 780 euro netti al mese per la singola persona, che va ad aumentare in base al numero di componenti del nucleo familiare. Detto sostegno è condizionato al rispetto di obblighi ben precisi i) accettare i percorsi formativi e di riqualificazione che gli vengono proposti; ii) accettare le proposte di lavoro che gli vengono offerte, potendo rifiutare un massimo di 3 proposte; iii) contribuire per non più di 8 ore settimanali a progetti utili per la collettività; iv) dimostrare, attraverso il portale nazionale, di fare una ricerca attiva del lavoro per almeno 2 ore al giorno tracciabili informaticamente. Nessun beneficiario potrà, quindi, restare a casa senza fare niente, mentre li viene corrisposto il sussidio ed inoltre si prevedono incentivi per chi trova lavoro autonomamente. Inoltre, la nostra proposta prevede anche l'introduzione di un salario minimo orario di 9 euro lordi per evitare i lavori sottopagati, che servirà anche per rialzare il compenso mensile di questi lavoratori.


Il costo della proposta è chiaro: 17 miliardi di euro (2% della spesa pubblica) di cui 15,5 miliardi per il sostegno economico (dato avvalorato dall'ISTAT) e 1,4 miliardi per rafforzare i Centri per l'Impiego, per incrementare il fondo per l'abitazione e per l'aiuto alla creazione di nuove start up innovative. Sono state individuate oltre 20 coperture, tutte serie e reali, aggiornate recentemente (http://beppegrillo.it/marcia_perugia_assisi/coperture.html). L'introduzione di una misura come quella proposta dal M5s in Italia, come già esiste in tutta l'Europa tranne che in Grecia, dipende soltanto dalla volontà politica ed è stata la stessa On. Bonafè a dichiarare che "i soldi se si vuole si trovano". Si tratta di una misura che rappresenta soltanto il 2% della spesa pubblica italiana. Se il governo non è in grado di destinare l'1% del Pil per aiutare i cittadini italiani, allora vada a casa. Il M5S ha chiare le esigenze del Paese.


Il Reddito di cittadinanza è l'unica speranza.


Senatrice Nunzia Catalfo

Movimento 5 stelle

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