Manifestazione contro il Green pass a Torino (LaPresse) 

piccola posta

Caro Ugo Mattei, il vaccino è il bene comune per eccellenza

Adriano Sofri

Chi si batte contro le disuguaglianze non può non osservare che una parte del mondo ne gode come di un privilegio, invece di distribuirlo equamente. Un'osservazione inconciliabile con posizioni pseudo-libertarie su Green pass e immunizzazione

Caro Ugo Mattei, piuttosto ignaro come sono della tua vita recente, gli scorsi trent’anni più o meno, ne ho cercato qualche traccia come potevo. Ti ho visto coprotagonista della piazza torinese presentata come Anti-Green Pass e No-Vax. Ho visto che la composizione della piazza era eterodossa, per così dire, compresa una vistosa estrema destra. E ti ho sentito, in rete, argomentare che quando si persegue un fine giusto non si bada alla compagnia. Opinione ricorrente, come nel referendum già radicale e poi leghista sulla giustizia, dove per giunta la compagnia di Salvini va coincidendo con incidenti come Santa Maria Capua Vetere e Voghera. Insomma, è dura. Oltretutto, a prescindere dal contenuto, in ambedue i casi, il tuo e quello dei radicali, una piccola minoranza viene inglobata – ingoiata? – da una grossa minoranza, impaziente di diventare maggioranza. Sicché oltre che per il destino di certi ideali bisogna stare in pensiero anche per il destino dell’idea di minoranza. (“Che bocca grande che hai!” eccetera). 

 

C’è comunque una cosa che vorrei dirti sui due piedi, la più sostanziosa. Tu sei un gran fautore dei beni comuni, e tuttora la tua candidatura al Comune torinese li evoca, accanto al titolo “Futura”. Ora io mi interrogo sui beni comuni più importanti per l’umanità contemporanea, sulla scala del pianeta, e trovo che siano cinque: aria, acqua, terra, fuoco e il vaccino. Il vaccino contro il Covid è ora il bene comune per eccellenza. Dove non lo è, la colpa è della iniqua avidità di una parte del mondo che ne gode come di un privilegio invece di adoperarsi, per generosità oltre che per interesse, a renderlo davvero comune. (In quelle maltrattate e meravigliose parti del mondo abbiamo l’ulteriore privilegio di andare, per esempio, dopo aver fatto il vaccino contro la febbre gialla, come è avvenuto a me per il Congo, e non c’è notte in cui non lo sogni). Per conseguenza, immagino una mobilitazione tesa ad allargare senza limiti il godimento del vaccino e delle misure che ne accrescono l’efficacia generale, e assisto con raccapriccio alle mobilitazioni che lo avversano e che vi scorgono una minaccia alla libertà individuale e universale. Tu dici che “non è solo il Green Pass il problema. Esso è solo la punta dell’iceberg del dominio del capitale finanziario”, ed esorti: “Andiamo in mezzo al popolo!” Certo, ma se ci andiamo proprio in mezzo, con la mascherina, no? Ci vogliamo bene, gli vogliamo bene, no?

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