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L'unica cosa da dire sulla volontaria italiana rapita in Kenya

Mao Valpiana a proposito di Silvia Costanza Romano e la parabola del buon samaritano fatta da Martin Luther King nel suo ultimo discorso a Memphis

23 Novembre 2018 alle 06:00

L'unica cosa da dire sulla volontaria italiana rapita in Kenya

Silvia Romano, foto via Facebook

Il mio amico Mao Valpiana a proposito di Silvia Costanza Romano, la giovane donna rapita in Kenya: “Mi ha fatto venire in mente la lettura della parabola del buon samaritano fatta da Martin Luther King nel suo ultimo discorso tenuto a Memphis, la sera prima di essere assassinato: ‘Sulla strada di Gerico, davanti al malcapitato, il sacerdote e il levita si sono chiesti: Cosa MI accadrà se lo aiuto?, e spaventati hanno tirato dritto. Il samaritano si è chiesto: Cosa GLI accadrà se non lo aiuto? e si è fermato a prestare soccorso’. Io non so nulla di Silvia Romano – continua Valpiana – del suo progetto, dell’organizzazione con cui è andata in Africa, dei suoi sogni, delle sue capacità (come non lo sa il 99,99 per cento di quelli che scrivono di lei), e quindi non posso permettermi di dire nulla, e tanto meno di giudicarla. Posso, però, e lo faccio, mettermi nei panni dei suoi genitori (perché anch’io ho una figlia più o meno della sua stessa età, e le invidio la voglia di conoscere il mondo, di andare, di essere aperta agli altri). Quei genitori che stanno in ansia, che sperano solo di rivederla sana e salva. Solo questo tutti dovremmo fare”.

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    25 Novembre 2018 - 21:09

    Anch'io ho un figlio spesso in giro per il mondo in Paesi dove la vita d'un uomo vale una cicca, non parliamo poi quella di una donna di bambini o di vecchi, e quando passa da casa credo che non me la racconti tutta. Ma lo sento sempre teso a immedesimarsi nella gente con cui entra in contatto, a capirli per capirsi, e di ritrovarsi felice di scoprire sempre che in fondo in fondo il buono e il bello della vita è semplice e condiviso da tutti, a prescindere. Credo perciò che chi va a mettersi in certe situazioni, specialmente se per altruismo, sappia bene che rischia facilmente la vita. Ma se spinto davvero da sincero profondo e convinto altruismo, trova anche facile pensare tranquillamente "..e chi se ne frega." Per dire che giudicare certe persone secondo la "morale" che impariamo quali "numeri da audience della telecloaca", siamo più "sequestrati" e "in pericolo di vita-eterna" noi, di Silvia Costanza Romano. Trovatemi un altrettanto luminoso sorriso, occhi così vividi e felici...

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