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In via Paolo Fabbri 43 si canta Guccini
In una Bologna silenziosa di inizio agosto, per strada si sente la voce del maestro. È il furgone di un corriere che alza il volume della radio. Chi passa lascia un pensiero, qualche lacrima. Qui Guccini ha vissuto fino al 2012
6 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 13:09

In una Bologna silenziosa di inizio agosto, per strada si sente la voce di Francesco Guccini. Il maestro, morto oggi a 86 anni, non canterà più. Ma ci ha pensato un corriere con il suo furgone, passando da via Paolo Fabbri 43, a regalare alla città le canzoni del cantautore a tutto volume.
Al civico 43 di via Paolo Fabbri Guccini ha vissuto fino al 2012. Nel 1976 esce il disco che prende il nome dall'indirizzo, l'album che spiana la strada al successo commerciale. L'avvelenata sputa rabbia e orgoglio e risponde alle contestazioni subite in quegli stessi anni da altri cantautori e alla critica, mossa dal giornalista Riccardo Bertoncelli, al disco Stanze di vita quotidiana; Piccola storia ignobile racconta il dramma dell'aborto; Via Paolo Fabbri 43 è un blues che rievoca le notti bolognesi e le atmosfere dell'epoca.
"Era molto affezionato a Bologna, soprattutto la figlia adora Bologna, Teresa", racconta all'Ansa Manuela Musiani, dirimpettaia di Guccini finché lui abitava lì. "Siamo stati per molti anni vicini di casa, infatti mio babbo gli diceva sempre scherzando: Maestro è lei il mio vicino, non sono io il vicino di Guccini'. Perché mio padre era qua da più tempo di lui, è nato in questa casa nel 1930. Mentre Guccini, non ricordo con precisione, ma venne sicuramente dopo, penso negli anni '70". Manuela a un certo punto si commuove. "Un'altra cosa ricordo, che si faceva accompagnare qui ogni volta che c'erano le elezioni, dopo aver votato".
"Ciao Francesco, con te va via la parte migliore della mia vita", si legge su un foglietto firmato da Angela e lasciato davanti alla sua vecchia casa. Qui chi passa si ferma a lasciare un pensiero, una lacrima, un sorriso. E a cantare ancora le sue canzoni.