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il ricordo •
"Oggi se ne va un poeta". Francesco Guccini raccontato dai colleghi e non solo
Per Vasco era "il Maestro", per Fiorella Mannoia semplicemente "Cirano". Ma l'artista ha emozionato anche generazioni di politici, da Elly Schlein a Luca Zaia. E oggi tutti lo ricordano con un pensiero

Foto ANSA
Questa mattina la musica di Francesco Guccini è tornata a risuonare a tutto volume in via Paolo Fabbri a Bologna, la strada dove il cantautore ha vissuto fino al 2012. Di fronte alla storica abitazione di Guccini, al civico 43, le persone hanno lasciato mazzi di fiori e biglietti in ricordo del grande artista.
Personaggio riservato, soprannominato “il Maestrone” non solo per la stazza fisica imponente ma anche per la statura culturale (come rivelano i frequenti riferimenti letterari nella sua discografia, da Cyrano a quella Signora Bovary che dà il titolo anche all'album del 1987), il cantautore si era ritirato dalla scena nel 2012, salvo un brevissimo ritorno nel 2022, dichiarando che “ci si deve ritirare quando si è arrivati al massimo delle proprie possibilità”.
Oggi Francesco Guccini è morto all’età di 86 anni. A ricordarlo, numerosi colleghi del mondo della musica ma anche personaggi politici di diversi schieramenti, dimostrando quanto l’arte possa diventare terreno di unione anche per chi segue ideali in aperto contrasto.
Tra i primi messaggi pubblici c’è quello dei membri della Premiata Forneria Marconi – più conosciuta con l’acronimo Pfm – la storica band progressive milanese, che ha scritto sui propri social: “Ciao Francesco, un abbraccio grande alla tua famiglia e buon viaggio a te. Sarai sempre qui, anche se in un'altra dimensione. Continua a scrivere".
Vi è poi il ricordo di Gianni Morandi, un quasi coetaneo e conterraneo di Guccini: “Quando ci incontravamo, aveva sempre storie straordinarie da raccontare, storie di montagna, della nostra Emilia, storie di musica e di vita. Se n'è andato un vero poeta. Ciao Francesco”, si legge su un post social. “Francesco Guccini ha lasciato questo mondo infame”, ha scritto l’inconfondibile Antonello Venditti, ringraziando il collega per il suo lavoro. “Ci lascia alcuni capolavori come testimonianza eterna di un Novecento duro a morire nei nostri cuori. Mancherai al futuro e a tutti noi”. Fiorella Mannoia ha invece scritto poche parole, semplici e potenti: "Oggi siamo un po' più soli. Ciao Cirano".
Da una generazione musicale successiva a quella di Guccini arriva il post di Vasco Rossi: “Ciao Francesco. Hai avuto una vita piena di musica e arte, non sei mai stato 'di moda' ma sempre attuale e coerente con le tue canzoni. Di generazioni diverse, tu eri il grande Maestro, io l'allievo alle prime armi. Abbiamo respirato la stessa aria. Fra la Via Emilia e Il Roxy Bar. Resterai per sempre nei nostri cuori”.
Anche Luciano Ligabue ricorda il cantautore con grande affetto: "Ti ho ammirato e ti ammiro sconfinatamente, ma ancora di più ti ho voluto e ti voglio davvero bene". I due artisti hanno collaborato non musicalmente, bensì sul grande schermo: nel film Radiofreccia del 1998, esordio alla regia dello stesso Ligabue, Guccini vestiva i panni di Adolfo, il burbero proprietario del bar "Laika".
Il lascito artistico e umano del Maestrone è stato omaggiato anche dalla Società Italiana degli Autori ed Editori (Siae), che sui propri social ha scritto: "Oggi abbiamo perso una voce immensa della canzone d'autore italiana”, aggiungendo che “le sue canzoni resteranno con noi: nelle storie che ci ha lasciato, nei versi che sappiamo a memoria, nei momenti in cui continueremo a ritrovarlo. Grazie di tutto, Maestro”.
Tra i leader politici che hanno ricordato il cantautore, la segretaria del Pd Elly Schlein è stata una dei primi: “Non ha mai smesso di stare dalla parte degli ultimi e di dire la verità, anche quando era scomoda. In un tempo di slogan e rumore, ci ha ricordato il valore del pensiero, della memoria, della bellezza”, ha dichiarato Schlein, porgendo le sue condoglianze e quelle del partito alla famiglia.
Il presidente della regione Lazio, Francesco Rocca, ha scelto le parole del brano Canzone per un'amica per ricordare Guccini: “Vorrei ricordarti com'eri e che, come allora, sorridi”. Rocca ha definito l’artista come “uno dei più grandi narratori del nostro paese, un autentico cantore di storie capace di attraversare il tempo e di raccontare con profondità l'amore, l'amicizia, l'impegno civile, le inquietudini e le speranze di intere generazioni”. Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha citato invece una canzone più di nicchia, Shome'r ma mi-llailah?, e scritto sui social: “Francesco Guccini se ne va, le sue canzoni restano. Perché sono parte della nostra vita e lo saranno per sempre. La domanda di senso e l'impegno civile, l'amore e la politica: tutto in Guccini acquista profondità e bellezza”.
Anche Luca Zaia ha dedicato un pensiero alla memoria del cantautore: “L'Italia perde un grande autore; tutti noi perdiamo un pezzo della nostra giovinezza”, ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale del Veneto. Zaia ha poi aggiunto: “Ha fatto riflettere, anche con prese di posizione forti e non comuni; ha creato appartenenza senza imporla, ha saputo parlare alla coscienza conservando sempre la libertà del poeta. Perfino in un titolo forte e indimenticabile come Dio è morto non c'era alcuna negazione della fede, ma la denuncia delle false certezze e la speranza, mai perduta, di una rinascita”.