Le mani sono strumento di conoscenza

Es Devlin sarà la direttrice creativa della nuova edizione di Homo Faber. La luce, l’acqua e soprattutto le mani, primo strumento di conoscenza dell’uomo, diventano la chiave per leggere settecento oggetti arrivati a Venezia da tutto il mondo 

5 SET 26
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Homo Faber, Venezia (Foto La Presse)

Da bambina, a Londra, sono caduta nel Tamigi: anche se sono stata soccorsa immediatamente, la luce che ho percepito nell’acqua, attorno e sopra di me, mi è rimasta impressa nella memoria e mi ha cambiata; in quell’attimo, mi sono innamorata della luce, tanto che, molti anni dopo, quando ho scelto di intraprendere la carriera artistica, l’ho messa al centro della mia ricerca. L’acqua e l’energia del sole sono all’origine della vita, della razza umana, del suo sviluppo e della sua affermazione.
Le pinne dei nostri antenati riproducevano la musica delle onde. Hanno percepito l'odore dell'aria da sotto l'acqua e, essendo anfibi, si sono fatti strada fino alla terraferma. Mentre alcuni si ramificavano verso l'alto, dispiegandosi al cielo per tracciare linee, le nostre ossa si sono lentamente saldate, due milioni di anni fa, perché incontrassimo la materia, il mondo e noi stessi. Attraverso le mani inizia il nostro processo di conoscenza dell’altro e del mondo, così come è iniziato il nostro percorso sulla terraferma. Aiutandoci con le mani, spingendoci verso la luce. Noi non pensiamo solo attraverso la corteccia cerebrale; anche il nostro corpo partecipa al processo di apprendimento, alla creazione della cultura. Le mani, i polpastrelli sono strumenti di conoscenza. Oggi sedici miliardi di mani danzano ogni giorno con l'universo, e parlano un linguaggio universale: le mani usano un idioma compreso da tutti. E per questo, quando sono stata chiamata dalla Michelangelo Foundation per curare la nuova edizione di Homo Faber, non ho pensato solo alle mani delle centinaia di artigiani che, da tutto il mondo, vi partecipano con le loro opere d’arte, ma alla luce e all’acqua che dominano l’arcipelago veneziano. Ho pensato alle creazioni di quelle mani come a una manipolazione luminosa. Opere che danzano con la luce, perché i materiali con cui sono realizzate, argilla, vimini, vetro, piume, legno, sono nati grazie all’interazione fra gli elementi naturali e l’intelligenza manuale.
Ciascun artigiano è un’isola di talento ed eccellenza, così come l’isola di san Giorgio Maggiore dove la manifestazione si svolge, attraverso la sua storia di spiritualità operosa rappresenta non solo uno sfondo, ma una vera ispirazione per i capolavori in mostra nei suoi chiostri, nelle sale e nei giardini. Lavorando con gli artisti alla scelta dei soggetti, ho guardato alla fauna della Laguna, ai suoi uccelli, ai suoi pesci; ognuno dei settecento oggetti che vi sono approdati canta una melodia unica, tratta direttamente dalla partitura del suo creatore. Porta le impronte, le tracce, i segni del tempo, la luce di Venezia. Bisogna, però, prendersi il tempo per leggere il loro segno. Imparare a conoscerli. Imprimere nella memoria le loro forme, la loro sostanza, osservare il modo in cui ognuno di essi trasmette la luce irripetibile del luogo dove si trova. Ogni volta che si entra in contatto con un'opera dell’ingegno umano, si incontra un paio di mani, una mente incarnata, un tramite con i luoghi, le condizioni, la cultura, il clima, le idee e i tempi. Ogni oggetto ha trovato la sua forma dal caos, ogni mano ci restituisce la luce del pianeta attraverso la propria pratica e la propria abilità.
Artista, scenografa e costumista britannica, Esmeralda (Es) Devlin è laureata in letteratura inglese all’Università di Bristol e specializzata in scenografia alla Central Saint Martin’s. Negli anni, ha immaginato i set dei concerti di popstar come Beyoncé, Miley Cyrus, Adele, le installazioni per la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Londra del 2012, la scenografia per quella di apertura del 2016 a Rio, l’immaginifico villaggio della musica per il Super Bowl LVI Halftime Show del 2022 al SoFi Stadium di Los Angeles con leggende dell'hip-hop come Dr. Dre, Snoop Dogg, Eminem, Mary J. Blige, Kendrick Lamar e 50 Cent, oltre alla scenografia del “Boris Godunov” di apertura della stagione scaligera 2022-2023 (il grande rotolo di pergamena che evocava le cronache del monaco Pimen) con la regia di Kasper Holten, fino ai set di molte delle sfilate di Nicholas Ghesquière per Louis Vuitton, incluso il sinuoso percorso a spirale attorno alla struttura del Museo de Arte Contemporáneo de Niterói progettato da Oscar Niemeyer per la presentazione della collezione Cruise 2017. Per la sua attività teatrale, ha vinto tre Laurence Olivier Awards e nel 2022 un Tony per “Lehman Trilogy”. La IV edizione di “Homo Faber” sarà aperta fino al 30 settembre alla Fondazione Cini