lettere al direttore
Il paternalismo di stato sui social dei politici rincitrulliti dai social
Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa
22 APR 26
Ultimo aggiornamento: 08:22

Giuseppe Conte e Angelo Bonelli (foto ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)
Al direttore - Caro Cerasa. Io non ho detto, come suggerisce il vostro titolo, che Conte segue Salvini sul gas russo contro gli interessi dell’Italia. Conte ha detto sì al gas russo solo dopo il raggiungimento della pace, Salvini invece ha detto che bisogna aprire al gas russo anche con la guerra in corso e violando le sanzioni. Dopodiché, sì, rimango convinto che bisogna puntare sulle rinnovabili.
Angelo Bonelli
Non esattamente. Il M5s in varie risoluzioni parlamentari ha già manifestato – in contrasto con gli altri partiti della coalizione di centrosinistra – la volontà di un ripristino delle forniture russe. Al Parlamento europeo il M5s è stato tra i pochi partiti che, insieme alla Lega e come l’Ungheria di Viktor Orbán, hanno votato contro il regolamento europeo che ha imposto il divieto progressivo di importazione di gas russo nel 2027. Il voto c’è stato il 17 dicembre 2025, a Strasburgo. In quell’occasione il Parlamento europeo ha approvato proprio questo: il regolamento per lo stop graduale alle importazioni di gas russo entro il 2027. Lega e M5s hanno votato contro. Il testo è passato con 500 voti a favore, 120 contrari e 32 astensioni. Un caro saluto a lei.
Al direttore - Aveva perfettamente ragione Charles Baudelaire quando sosteneva che nella cultura occidentale la proibizione svolge una funzione stimolante: soltanto infrangendo ciò che è vietato si può assaporare il gusto del peccato. Insomma, il peccato è anche un afrodisiaco, e creare nuovi divieti serve spesso a rafforzare l’attrazione per ciò che è proibito. Davvero si crede di poter impedire a milioni di adolescenti di accedere ai social media con una semplice applicazione? Il rischio è soprattutto quello di mostrare, in modo inequivocabile, l’impreparazione e l’ingenuità dei legislatori. Qualunque adolescente potrà infatti farsi prestare da un adulto uno smartphone abilitato ai social e continuare a usarli. Pensate davvero di mandare i poliziotti a inseguire milioni di adolescenti perché pubblicano in rete i loro balletti? Voglio capire seriamente se si pensa di usare la polizia per bloccare i ragazzi che utilizzano i social media, perché in tal caso non si sono comprese fino in fondo le conseguenze di una simile scelta. Quando una legge non è applicabile, per evidenti ragioni sociali, perde forza non per motivi giuridici, ma per ragioni antropologiche.
Cristiano Martorella
Il paternalismo di stato applicato ai social può nascere solo da legislatori che scelgono di affrontare la materia dopo essere stati evidentemente, loro sì, rincitrulliti dai social.