Il Figlio
Ricordati bene queste parole: niente ospizio, niente Parioli
Un inaspettato film con Carmen Maura ci mette davanti a un futuro di ribellione
2 OTT 26

Foto di Bret Kavanaugh su Unsplash
Ieri sera sono entrata in un cinema e ho comprato il biglietto senza sapere nulla del film in sala (è ormai un azzardo d’altri tempi). Mi sono seduta con altre pochissime persone ed è iniziato Calle Malaga, di Maryam Touzani: una signora anziana molto elegante, con bei capelli, un bellissimo appartamento a Tangeri, molti amici nel quartiere e una rete di negozianti pronti a portarle la spesa a domicilio, riceve la visita della figlia che vive a Madrid; è contenta di vederla e ha cucinato un pranzo delizioso (non avendo cenato, ero incantata da quelle polpettine speziate). La madre è allegra, ha le unghie smaltate di rosso, vedova da vent’anni, cucina ascoltando canzoni dal suo bel giradischi. La figlia è giovane, imbronciata, molto stressata per questioni legate al divorzio, ha due bambini piccoli che non porta mai a Tangeri. Viene accolta festosamente dalla madre, dalle vicine di casa, dai negozianti che si ricordano di lei quand’era una bambina, ma nel giro di poche ore immusonite spara la notizia: ha bisogno di soldi, non può più spendere tutto in affitto, vuole comprare una casetta poco fuori Madrid, questo vecchio appartamento, troppo grande per una persona sola, è intestato a lei da quando il padre lo comprò, e lei ha già parlato con un’agenzia immobiliare e vuole venderlo. Anzi, deve venderlo e lo venderà.
E io?, dice la madre, senza più il suo bel sorriso ma saldamente piantata nelle sue stanze, con la sedia a dondolo su cui siede da quarant’anni ad ascoltare i dischi, con il lampadario di vetri colorati e i gerani sul balcone che innaffia ogni sera e ogni mattina, guardando che cosa succede in strada. Tu mamma verrai a Madrid, vieni a vivere con me e i bambini, è il momento giusto per fare la nonna, non hai mai lavorato in vita tua, che ne sai della fatica che faccio io. Oppure, se continui a dire no, vai in ospizio, è come stare in albergo e per te che sei nata a Tangeri è perfino gratis. La signora è contraria, sgomenta, e noi con lei: è così evidente che quella casa è la sua vita e che lei ci sta benissimo, gode di ottima salute, non ha alcun bisogno di assistenza, ci sono i fiori nel vaso del soggiorno.
Cercavo disperatamente soluzioni e vedevo crescere la mia ostilità verso la figlia quasi quarantenne, che nel giro di pochi giorni costringe sua madre a vuotare la casa e a mettere in scatoloni da trasloco e in due valigie tutto quello che non può essere venduto al rigattiere. E’ solo l’inizio del film, non racconterò quel che succede, che però è una parziale riscossa, una ribellione, e che mette al centro l’identità di una madre anziana che non ha alcuna intenzione di smettere di essere una donna desiderante e indipendente per sopraggiunti limiti d’età. Al diavolo Madrid, al diavolo l’ospizio, al diavolo le pretese degli altri. La figlia le dice: metà dei tuoi amici sono morti, l’altra metà sono in Spagna. E allora? Maria Angeles (la grande attrice Carmen Maura) ha una sorella suora di clausura a cui va a raccontare tutto, soprattutto le bugie, le imprecazioni e le oscenità. E ha anche un certo controllo del cimitero e dello stato delle tombe delle sue amiche. Ha i suoi ricordi, ha i rumori della strada senza i quali non riesce a dormire. Uscita dal cinema, ho telefonato a mia figlia. Incredibilmente, ha risposto. L’ho aggredita: tu a me non mi metti in un ospizio, ok? E non mi muovo dal mio quartiere. Con tutto quel che ho fatto per te. Mamma, che problemi hai? Lo so io, lo so io, ricordati solo queste parole: niente ospizio, niente Parioli.
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Annalena Benini, nata a Ferrara nel 1975, vive a Roma. Giornalista e scrittrice, è al Foglio dal 2001 e scrive di cultura, persone, storie. Dirige Review, la rivista mensile del Foglio. La rubrica di libri Lettere rubate esce ogni sabato, l’inserto Il Figlio esce ogni venerdì ed è anche un podcast. Ha scritto e condotto il programma tivù “Romanzo italiano” per Rai3. Il suo ultimo libro è “I racconti delle donne”. E’ sposata e ha due figli.
