il figlio
Bucce di banana, documenti importanti e raptus notturni
La dea della spazzatura ogni sera mi prende per i capelli e mi sussurra: butta via tutto
25 SET 26

Ogni giorno, più o meno alla stessa ora, prima della camomilla con melatonina, vengo presa per i capelli dalla dea della spazzatura. La dea della spazzatura vuole farmi impazzire, arriva e mi sussurra all’orecchio frasi tremende su tutto quello che in quel preciso momento, la sera tardi, si trova in casa e invece dovrebbe trovarsi nella spazzatura, anzi nella discarica, anzi all’inferno. Tutto quello che dovrei buttare e che invece rimane lì a cercare di strangolarmi a poco a poco. E’ una dea fortissima, diabolica, certe sere cerca di spingermi nelle stanze dei miei figli, dice che lì ci sono montagne di roba da buttare, mi dice guarda che non se ne accorgeranno mai, pensa che bello dopo, come ti sentirai libera. Io resisto e bevo molta camomilla con melatonina. A volte invece questa dea, con i capelli biondi fatti di tante bucce di banana rovesciate, mi fa capire che si accontenterebbe di un bottino qualunque, giusto il latte in frigo appena scaduto, qualche libro davvero illeggibile (ma io resisto), un orrendo contenitore arrivato in cucina per chissà quali strade, gli elastici con cui giocano i gatti, tutti quegli scontrini che nessuno controllerà mai, ma già che ci siamo anche un paio di jeans che devo aver comprato in un momento allucinatorio e dismorfico, non c’è altra spiegazione. La dea della spazzatura è davvero ostinata, in grado di rovinarmi il finale di un film, in grado di mettermi di cattivo umore per tutta la sera con il pensiero di questi oggetti che occupano sempre più spazio, che mi tolgono aria e che senza dubbio mi detestano perché io non li amo e non so trovare per loro le giuste collocazioni, non so ringraziarli, del resto non sono Marie Kondo, non so fare altro che guardarli con la coda dell’occhio e sospirare di disgusto e di insoddisfazione. Se la dea della spazzatura non si sente abbastanza assecondata, può spingermi fino al pericolosissimo momento del raptus. Il raptus è una specie di incantesimo dal quale mi risveglio senza nessun ricordo, ma con il cestino dei rifiuti (differenziati ma mai abbastanza) completamente traboccante.
Domenica mattina mi sono alzata con quello strano cerchio alla testa e sono andata subito al tavolo del computer (che è il tavolo da pranzo e quindi il computer viene spesso contaminato da altri oggetti che non avrebbero alcun diritto di cittadinanza. Mele, banane, accendini, vitamina C, altri libri). Ero sicura di avere lasciato accanto al computer una busta molto importante, con il mio nome sopra, e dentro un documento originale per ottenere il quale ho attraversato tutto il processo di Kafka. Per tutto il giorno precedente mi ero ripetuta queste parole: la busta la metto qui, così non la perdo. Poi, il buio. Ovviamente la busta era sparita, e ho fatto in tempo ad accusare chiunque, la domenica mattina, di avermela sottratta, di averla spostata, di volermi boicottare. Nessuno sapeva di che cosa stessi parlando, ma erano tutti sospettabili, tutti colpevoli di immenso disordine. “Non dovete toccare le mie cose!”, urlavo attraversando la casa avanti e indietro, disperata. Fino a che ho visto sul tavolo una buccia di banana e ho capito. Sono corsa in cucina, ho frugato in ginocchio nel cestino. Insieme a imballaggi di libri, scontrini, fogli di giornale, carte di caramelle, confezioni di antipulci, ecco la busta, piuttosto malridotta ma viva, con dentro il mio documento. L’avevo buttata in preda al raptus. La dea della spazzatura, intanto, rideva di me. L’ho presa per i capelli e l’ho buttata nell’organico.
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Annalena Benini, nata a Ferrara nel 1975, vive a Roma. Giornalista e scrittrice, è al Foglio dal 2001 e scrive di cultura, persone, storie. Dirige Review, la rivista mensile del Foglio. La rubrica di libri Lettere rubate esce ogni sabato, l’inserto Il Figlio esce ogni venerdì ed è anche un podcast. Ha scritto e condotto il programma tivù “Romanzo italiano” per Rai3. Il suo ultimo libro è “I racconti delle donne”. E’ sposata e ha due figli.
