Il Figlio
La tassa di settembre: il grave supplizio degli aneddoti altrui
Mia figlia dice che è una faccenda anagrafica, io dico che è una questione di genere
11 SET 26

Foto di Lala Azizli su Unsplash
Nel mondo reale, che sarebbe il mondo ricominciato il primo settembre, c’è purtroppo un dazio da pagare per il rientro ufficiale nella schiuma dei giorni. Insieme alle email, che per una settimana sembravano essersi dissolte (a parte i fulminei out of office che qualcuno, forse per tutelarsi, non ha ancora disattivato), sto assistendo al grande ritorno della tassa sugli aneddoti. Anzi, a essere sincera la tassa consiste esattamente negli aneddoti. Nel dovere di sorbirsene un certo numero, di solito direttamente proporzionale ai giorni di out od office.
Una specie di espiazione, per chi crede all’espiazione. Gli aneddoti altrui che siamo tenuti ad ascoltare per poterci dire beneducati, socievoli e ben reinseriti nella vita civile dopo le ferie d’agosto. Voi direte: ma figurati se non hai incontrato gente aneddotica in vacanza, gente che beve un bicchiere e decide di intrattenere tutta la taverna greca con il suo esame di maturità. La risposta sincera è: sì, ma ero in vacanza, quindi bendisposta, e di solito le persone con cui andare in vacanza si scelgono anche in base alla quantità e alla qualità di aneddoti che porteranno con sé in valigia. E poi nel tempo dilatato gli aneddoti si perdono, si tuffano in mare, diventano presto ricordi perfino piacevoli, anche comici. Invece, settembre porta con sé, per punirci, sia gli aneddoti delle vacanze (fuori tempo massimo, chi ha voglia di sentir parlare di meduse o stelle alpine?) sia la grande prosopopea di quelli che in vacanza si sono riposati (non posso usare l’espressione: ricaricare le batterie, l’ho promesso molti e molti anni fa) e adesso, gonfi di boria, si dedicano a uccidere il prossimo, pensando però che in fondo non è una grande tassa, questa: sei voluta tornare nel mondo carica di buone intenzioni e di propositi per un autunno proficuo? Allora mettiti buona e ascolta, senza cercare vie di fuga. Mia figlia dice che gli aneddoti sono soprattutto una questione anagrafica: dopo una certa età, si ritiene di avere molto da raccontare e poco su cui interrogarsi: gli altri devono ascoltare. Io sostengo sia anche una questione di genere (maschile). I maschi sono grandi produttori di aneddoti.
Li usano come da bambini usavamo le pistole ad acqua al mare: premendo in continuazione il grilletto, correndo a ricaricare alla fontanella e cercando di colpire chiunque. Io in questi casi alzo le mani e resto in silenzio, sperando che il supplizio finisca presto. Questo tizio si stancherà, non è vero? Non certo perché si renderà conto che i suoi aneddoti sono irricevibili e che il sorriso sulla mia faccia è di avvilimento: il raccontatore di aneddoti, anche detto “persecutore”, si bea del suono della propria voce e del sicuro effetto comico o almeno di enorme interesse, e probabilmente con quell’aneddoto ha già perseguitato altri prima di me. Niente può fermarlo, tranne la cosiddetta bomba d’acqua, che caratterizza questi nuovi finali d’estate quanto il flagello degli aneddoti. Ogni volta mi propongo di essere forte, e dire: scusa ma ho un incendio da spegnere. O, più difficile, mi propongo di essere sincera: non mi interessa che cosa ti ha detto il maestro di tennis seduttore, non mi interessa cosa è successo cinque anni fa a tuo cugino di Busto Arsizio. E invece ogni volta resto lì, a sperare nella bomba d’acqua o nell’apparizione di un altro candidato all’aneddoto inflitto. Ma a poco a poco anche settembre finirà e allora, come le laboriose formiche, avremo molti aneddoti da parte per l’inverno.
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Annalena Benini, nata a Ferrara nel 1975, vive a Roma. Giornalista e scrittrice, è al Foglio dal 2001 e scrive di cultura, persone, storie. Dirige Review, la rivista mensile del Foglio. La rubrica di libri Lettere rubate esce ogni sabato, l’inserto Il Figlio esce ogni venerdì ed è anche un podcast. Ha scritto e condotto il programma tivù “Romanzo italiano” per Rai3. Il suo ultimo libro è “I racconti delle donne”. E’ sposata e ha due figli.
