Al cinema come ai vecchi tempi, ma solo per l’aria condizionata

Non ho nessuna nostalgia nemmeno di quelle manine paffute che stringevano le mie

17 LUG 26
Immagine di Al cinema come ai vecchi tempi, ma solo per l’aria condizionata

illustrazione di Laura Bonanno

Sono andata al cinema con i miei figli in una città che non è la nostra, sono andata perché avevamo molto caldo, un po’ di tempo prima della partenza del treno e volevamo un posto fresco dove stare seduti alle tre del pomeriggio (io volevo un posto fresco dove dormire e bere coca cola). Raggiungere il cinema più vicino, quindici minuti a piedi, è stata un’impresa per la quale ho comprato a una bancarella per sette euro un paio di ciabatte di gomma, bianche, e le ho indossate al posto delle scarpe chiuse che si stavano liquifacendo sull’asfalto e mi facevano zoppicare. Non avrei mai creduto che un giorno avrei camminato per la città, una vera città tra l’altro piuttosto nota per la sua eleganza e le sue sfilate, in ciabatte bianche di gomma. Mia figlia ha detto: mamma che te frega, chi ti conosce, mio figlio ha grugnito e ci ha annunciato che l’unico film disponibile a quell’ora e in quel cinema era “Minions&Monsters”. Io ho un’avversione per i Minions perché ho un’avversione, credo data dalla mia misofonia, per tutte le voci contraffatte. Ma sono anche consapevole che i Minions hanno accompagnato la mia vita, per interposta persona, almeno da quando ho cominciato a portare i bambini al cinema (sempre per dormire e bere Coca Cola, anche d’inverno). E anche di questo, del portare i bambini al cinema e guardarli estasiarsi e ridere davanti a un coso giallo con un occhio solo e la voce contraffatta, non intendo avere alcuna nostalgia. Non mi importa niente di quando li portavo al cinema a piedi tenendoli per mano, queste mani paffute che avevano la stessa consistenza di una nuvola del paradiso. Mio figlio, quello che grugnisce, ricorda che il suo primo film al cinema è stato Peppa Pig, tutti noi abbiamo un primo film al cinema, il mio (che fortunata) è stato Red e Toby nemiciamici, per il quale ho versato così tante lacrime che mia madre voleva portarmi via, e subito dopo è uscito E.T. quindi per me il cinema da sempre è piangere (e da quando ho dei figli: dormire). Comunque, poiché non ho nessuna nostalgia dei tempi in cui per fare felici i miei bambini bastava portarli la cinema e comprare i pop corn o i coccodrilli di gomma, quando hanno accettato di entrare nel primo cinema disponibile, in ciabatte, sudati, per vedere Minions&Monsters, non ho assolutamente detto: che bello, come quando eravate piccoli, eddai datemi la mano.
Se l’avessi fatto, sarebbe partita la reprimenda di mio figlio: ho diciassette anni, sono stressato, tu mi tratti come un bambino. Non ho detto niente, ho comprato i biglietti, i pop corn, la coca cola, e poiché il cinema era semi deserto ci siamo seduti nei posti migliori. Sedermi nei posti migliori al cinema appartiene alle grandi soddisfazioni della vita, è vero che i capelli sono tutto, ma è altrettanto vero che le poltrone sono tutto. Credo di essermi addormentata alla seconda insopportabile vocetta, provocando lo sdegno dei miei figli che invece ridevano e si scambiavano opinioni, ricordi, citazioni circostanziate. La stessa insopportabile vocetta mi ha svegliato mentre il ciclope Polifemo si stava ficcando un lego in un piede, quindi urlava, smaniava, spaccava cose. Due Minions cinefili volevano fare un film di mostri per vincere la Banana d’oro, cioè l’Oscar. Sono stata molto felice che alla fine l’abbiano vinto. Siamo usciti dal cinema, investiti dal sole e dal vento caldo, e ho detto solo: che bella domenica vero? Nessuno mi ha risposto, e io l’ho preso per un sì mamma ti vogliamo bene.