il figlio
Addio pagliacci, e nessuna nostalgia per quelle orribili serate
La villeggiatura, le docce, il pendolarismo, gli altri genitori. Sarei proprio pazza se...
10 LUG 26

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E’ un’estate silenziosa, casa vuota e solo il disordine creato da me stessa, quindi un disordine inclusivo, anche metodico (in ogni stanza un oggetto abbandonato, affinché nessuno spazio si senta escluso: occhiali da sole di qua, tazzina di là, computer su un davanzale, chiavi a volte in frigorifero, scarpe chissà: la caccia al tesoro ma senza i bigliettini), e io ho promesso di non fare della facile nostalgia. Nostalgia di quando ogni sera dopo il lavoro partivo per il mare, per portare i bambini a mangiare il gelato e fare un giro in bici, metterli a letto e poi fumare sette sigarette, guardare la luna, sentirmi uno straccio, andare a dormire, alzarmi all’alba e ripartire lasciando a loro che dormivano le monete per il biliardino e per i lecca lecca. Nostalgia delle estati passate a lamentarmi? Giammai. Ricordo nitidamente che sognavo il momento in cui si sarebbero addormentati senza di me, ancora di più sognavo le estati in cui non sarebbe più stato un dramma interiore separarmi da loro per una settimana. Ricordo il primo campo estivo fuori Roma, durata cinque giorni, come un’ubriacatura di gioia feroce e anche come un’ubriacatura di Vermentino ghiacciato. Nostalgia? Per carità.
Ricordo poi che quando arrivavo alla casa affittata per il mese di luglio al mare, una villetta bianca in una stradina pedonale, il primo a vedermi era il nostro gatto di allora, psicotico (anche lui in villeggiatura). Mi veniva incontro miagolando, poi ostentava indifferenza e fingeva di cacciare un uccello, se lo accarezzavo mi mordeva a sangue, ma era lì per me. Nostalgia? ma figuriamoci. Ricordo anche quei tramonti in spiaggia, con i bambini tutti sporchi di sabbia come se dentro la sabbia ci fossero trenta tuorli d’uovo, nessuna voglia di fargli la doccia, le urla di mia figlia che odiava lo shampoo, le promesse di altri gelati e spettacoli itineranti di pagliacci (gente davvero equivoca la cui comicità consisteva principalmente nei rutti: i miei figli li adoravano). Nostalgia? Sarei pazza. Detestavo quei pagliacci diseducativi, che nelle pause dello spettacolo fumavano e bevevano birre per preparare i rutti, ma le risate dei miei figli erano disarmanti, infinite, si rotolavano per terra dal divertimento, pregavano questi orrendi pagliacci di farli salire sul palco con loro. Nostaglia, ora che hanno sempre il muso per qualcosa che io ignoro, ora che le cose che fanno ridere me li lasciano totalmente indifferenti? No, no, addio pagliacci.
Adesso, nella casa vuota e silenziosa, solo il rumore del ventilatore acceso, ho tutto il tempo che voglio, adesso il mattino inizia solo quando lo dico io, adesso la sera finisce solo quando lo dico io. Adesso nessuno mi chiama per il pranzo o per la cena, e se si rotolano nella sabbia e nei tuorli d’uovo, lo fanno lontano da me. Come potrei avere nostalgia di quelle serate estive passate a scambiare informazioni e convenevoli con madri e padri sconosciuti, a cui mi univa solo l’età dei miei figli? Come carta moschicida, stavamo tutti lì, vicini, appiccicati, a chiacchierare, a controllare i bambini che giocavano, a desiderare di non rivederci mai più. Che lavoro fai? Ti prego di non dirmelo, dicevo così per dire, non mi interessa davvero, scusa scappo perché la mia casa sta andando a fuoco, a domani! Ora che non ho nessuna nostalgia del passato, ora che proprio ci rido sopra, una risata liberatoria e roca, rivorrei improvvisamente un’orribile serata con quei volgari pagliacci, sul lungomare con le risate infinite.
Annalena Benini, nata a Ferrara nel 1975, vive a Roma. Giornalista e scrittrice, è al Foglio dal 2001 e scrive di cultura, persone, storie. Dirige Review, la rivista mensile del Foglio. La rubrica di libri Lettere rubate esce ogni sabato, l’inserto Il Figlio esce ogni venerdì ed è anche un podcast. Ha scritto e condotto il programma tivù “Romanzo italiano” per Rai3. Il suo ultimo libro è “I racconti delle donne”. E’ sposata e ha due figli.
