il figlio
Le vacanze di Pasqua, oggi e ieri. Tutto cambia tranne il cane
Niente gite al mare né saltelli sul divano: manca direttamente un pezzo di divano. In un mondo dove tutto si trasforma e in un secolo fatto di giorni piccoli, qual è l'invarianza, la cosa che non cambia mai?
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3 APR 26

Foto Ansa
Sono iniziate le vacanze scolastiche. Fino a qualche anno fa (quanti, centoventi?) la mattina venivo svegliata dai saltelli di bambini desiderosi di fare colazione con le uova di Pasqua prima di andare al parco, centodue anni fa bisognava inventarsi una gita al mare, si tornava con la macchina carica di pioggia, le scarpe piene di sabbia, i vestiti bagnati, la febbre a quaranta, una fame tremenda perché al ristorante non avevano mangiato niente. A volte io ero così intelligente da portare dei pantaloni di ricambio, un paio di scarpe in più, a volte mi scordavo anche i sacchetti per il cane. In questo secolo di giorni piccoli, qual è l’invarianza, la cosa che non cambia mai? L’invarianza è il cane che vomita in macchina e io che non ho portato niente per pulire. Tutto il resto si trasforma, diventa un altro mondo, cambia lo spazio che i figli occupano nel sedile dietro, cambia il fatto che si rifiutano di stare nel sedile dietro, cambia che forse non esiste più un sedile dietro, se non per il cane che vomita. Sono iniziate le vacanze scolastiche e io adesso mi sveglio nella casa silenziosa. La notte è stata movimentata, ho sentito sbattere la porta di casa e del bagno, qualcuno che si precipitava verso la doccia, qualcuno che inciampava, qualcuno che soffocava una risata. Io stringevo gli occhi: non alzarti non alzarti non alzarti. Non guardare che ore sono. L’importante è che siano tutti vivi. Sapevo che sul comodino c’era un paio di tappi per le orecchie e me li sono infilati. Ho allungato la mano sul tappeto e ho sentito il cane. Sicuramente mi stava fissando implorante, ansioso, catastrofico, ma io non ho aperto gli occhi e con i tappi e un cuscino sopra la testa mi sono riaddormentata. La casa al mattino era silenziosa, dicevo. Ho tolto il cuscino, tolto i tappi, aperto gli occhi, il cane evidentemente non aveva mai smesso di fissarmi. Ci siamo alzati insieme, abbiamo aperto la porta, siamo andati verso la cucina. Centovent’anni fa sarei stata assaltata da figli miei e figli di altri che saltavano sul divano, adesso invece nessuno salta, nessuno canta e manca direttamente un pezzo di divano.
E’ stato staccato e portato nella stanza di mio figlio, mi sono affacciata e ci dormivano sopra degli esseri umani alti, e sopra gli esseri umani alti dormivano i gatti: gli unici a non trovare mai niente di sconvolgente nei cambiamenti della vita. Sono andata in cucina per prepararmi un caffè, le vacanze scolastiche non mi riguardano e tra poco ho un appuntamento. Sul tavolo, una bottiglia di Schweppes e una di latte, aperte entrambe, un barattolo grande di nutella con il coltello infilato dentro, bicchieri di plastica che non ho mai posseduto e quindi arrivano da fuori (questi esseri umani sono tornati a casa di notte con i cocktail in mano?), bicchieri che invece riconosco, un salame quasi finito, alcuni barattoli vuoti di noodles, una padella con dentro dei piselli bruciati. Nessun uovo di Pasqua. Una bottiglia di gin appena iniziata. Il cane mi guarda atterrito, pensa: dove andremo a finire? Io mi costringo a non pensarlo, bevo il caffè, mi preparo, ho già addosso il cappotto per uscire quando mi viene incontro uno di questi esseri umani, sbadigliando. Non lo conosco ma sono sollevata del fatto che sia vivo, gli chiedo quasi allegra: ciao, vuoi un caffè? Scuote la testa schifato, dice: no, magari una spremuta d’arancia, grazie. Il cane guarda la mia faccia e viene preso dal panico: pur non essendo in macchina verso il mare, si volta e vomita sul tappeto.
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Annalena Benini, nata a Ferrara nel 1975, vive a Roma. Giornalista e scrittrice, è al Foglio dal 2001 e scrive di cultura, persone, storie. Dirige Review, la rivista mensile del Foglio. La rubrica di libri Lettere rubate esce ogni sabato, l’inserto Il Figlio esce ogni venerdì ed è anche un podcast. Ha scritto e condotto il programma tivù “Romanzo italiano” per Rai3. Il suo ultimo libro è “I racconti delle donne”. E’ sposata e ha due figli.