Tutti i libri portano ad Anna Karenina
La protagonista del romanzo di Tolstoj non si è suicidata, è implosa. Mi hanno detto che anche io morirò di implosione, “implosione stomacale”. Me l’ha detto una sensitiva

Una scena del film del 2012 Anna Karenina, tratto dall'omonimo romanzo (foto Wikimedia Commons)
Cara Annalena, faccio letture tormentate. Leggo Franzen e mi manca Anna Karenina. Ho deciso di colmare il vuoto della letteratura americana. Leggo, rileggo, rivolto le frasi, guardo i personaggi e mi sembrano perfetti, chi con sfumature chiare, chi scure, chi azzurrine, chi rosè. Mi sembra che potrei incontrarli al supermercato, non soltanto a New York o a Ramsey Hill, dove per certo non andrò mai, ma addirittura a Roma. Sì, vedo i Lambert in vacanza sull’Adriatico, con i loro sguardi incrociati e gli infiniti e umani problemi, con Enid che chiacchiera sotto l’ombrellone e Albert che si fa assente mentre fissa l’orizzonte. Mi immagino Patty Berglund che falcia l’erba del prato della casa accanto. Patty, Enid, Albert, Purity, loro esplodono tutti. E sono belli, bellissimi, tristi, tristissimi. Umani, umanissimi. Di fronte a tanta umanità mi manca terribilmente Anna Karenina, così poco umana da essere più che umana. Sempre sbagliata e in subbuglio. Una volta una persona mi disse che la letteratura russa è cuore ed è stomaco e tutti i personaggi implodono. Anna Karenina non si è suicidata, è implosa. La testa nei romanzi russi c’entra soltanto a metà. Mi hanno detto che anche io morirò di implosione, “implosione stomacale”. Me l’ha detto una sensitiva. Ecco, forse è per questo che mi sento a casa quando leggo Anna Karenina. A casa con me stessa.
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Micol Flammini è giornalista del Foglio. Scrive di Europa, soprattutto orientale, di Russia, di Israele, di storie, di personaggi, qualche volta di libri, calpestando volentieri il confine tra politica internazionale e letteratura. Ha studiato tra Udine e Cracovia, tra Mosca e Varsavia e si è ritrovata a Roma, un po’ per lavoro, tanto per amore. Nel Foglio cura la rubrica EuPorn, un romanzo a puntate sull'Unione europea, scritto su carta e "a voce". E' autrice del podcast "Diventare Zelensky". In libreria con "La cortina di vetro" (Mondadori)
