GRAN MILANO
Edilizia popolarissima. Già, sì, però…
A Milano anche il nuovo bando per l’housing sociale è un flop: appena due offerte, nonostante le modifiche del Comune. I costruttori lamentano condizioni economiche insostenibili, ma a sinistra Majorino promette scelte coraggiose e Pacini immagina case a prezzi ancora più bassi
1 NOV 26

(Foto Getty)
In attesa di conoscere quali siano le scelte sull’urbanistica “molto coraggiose e forti” del candidato sindaco Majorino “per evitare che siano i grandi gruppi e i grandi fondi immobiliari a dettare l’agenda”; in attesa di verificare la fattibilità delle idee di Lorenzo Pacini, che invoca un nuovo Pgt in cui tutte le nuove costruzioni residenziali “siano destinate esclusivamente ad edilizia popolare, sociale, convenzionata e residenze per studenti, con prezzi e affitti calmierati e inferiori a quelli di mercato (e in attesa di sapere se il centrodestra abbia una proposta anche qualsiasi sull’argomento) conviene prendere nota degli ultimi risultati ottenuti dalle proposte in materia della Giunta: e che sono un disastro. Il bando dal Comune per ingaggiare gli sviluppatori in progetti di housing sociale è andato ancora una volta deserto: solo due offerte pervenute. Le aree sono le stesse del bando di mesi fa – ex Palasharp a Lampugnano, via San Romanello a Quinto Romano, la Bovisasca – e il motivo dello scarso o nullo interesse dei costruttori (mentre interesse è stato manifestato per un altra tipologia di aree, i due grandi interventi di Porto di Mare e di Zama-Salomone) è sempre lo stesso: parametri economici troppo stretti, nonostante i terreni siano pubblici. Già ad agosto i costruttori avevano spiegato al Foglio che “nelle aree di proprietà del Comune occorre stabilire canoni più alti e allungare le concessioni, bisognerebbe anche intervenire sugli oneri di urbanizzazione e sulle opere a scomputo per evitare di lavorare fuori mercato”. Il comune ha provato a modificare le regole, ma evidentemente ancora non basta. Banale domanda: cosa potrebbero rispondere i costruttori ai piani di edilizia popolare immaginati a costi ancora più bassi di una prossima ipotetica giunta di social-sinistra?