GRAN MILANO
Storia assurda del generale della Guardia di Finanza Cosimo di Gesù. Innocente
Durante il Covid verificò le imprese che costruivano l’ospedale in Fiera a Milano, per scongiurare infiltrazioni criminali. Il generale della Guardia di Finanza Cosimo Di Gesù è finito così nell’inchiesta Equalize, rischiando di compromettere la propria carriera. Ora l’archiviazione, ma chi ripaga i danni subiti?
29 OTT 26

(Foto Getty)
Nessuna buona azione resta impunita. La lezione è sempre la stessa, ed è una lezione dura da digerire per chi pensa che fare il proprio lavoro sia non solo un modo per portare a casa lo stipendio, ma anche che il lavoro abbia un risvolto etico di bene comune. Il problema della giustizia in Italia – tra gli altri – è appunto che nessuna buona azione resta impunita. E dunque, ecco qui: storia vera, verissima e pure freschissima. C’è un generale della Guardia di Finanza, si chiama Cosimo Di Gesù. Camus diceva che “un uomo è uomo quando è verticale”. Qualcuno che non si piega a lusinghe o corruzioni. Oltre a essere imponente, Di Gesù è verticale più di un filo a piombo. Incorruttibile, ma soprattutto votato a fare ciò che è giusto. Non solo facendo formalmente ciò che è giusto, ma agendo nella sostanza per fare quel che è giusto. Distinzione importante: in un mondo spesso fatto di formalismi sbagliati nella sostanza, lui ha sempre agito nella correttezza.
Quindi, nel 2020, mentre in Lombardia infuria il Covid, l’allora presidente di Fondazione Fiera Enrico Pazzali – che aveva conosciuto Cosimo Di Gesù a Roma, quando da ad di Eur completava la Nuvola – chiama l’alto ufficiale della Guardia di Finanza e gli chiede se può fare un controllo sulle imprese che lavoravano alla realizzazione a tempo di record dell’Ospedale in Fiera. Non c’era il tempo di fare gare, lunghi tempi burocratici. Era sospeso il codice degli appalti. C’era da fare, e fare in fretta. Così Di Gesù si attiva e controlla, accendendo alla banca dati Serpico. Anni dopo esplode il caso Equalize. E la procura indaga anche Cosimo Di Gesù, che per quei controlli – ovviamente – non aveva chiesto nulla, né nulla gli era stato promesso e che soprattutto neppure conosceva l’esistenza di Equalize. Contesta al generale della Finanza di essersi intrufolato abusivamente nella banca dati.
I pm, racconta la memoria difensiva che ha portato all’archiviazione, sequestrano tutti i dispositivi di Di Gesù e acquisiscono tutto. Trattato come un criminale. Qui poi iniziano le stranezze: i magistrati fanno qualche domanda su Di Gesù a Pazzali durante il suo interrogatorio. E l’ex presidente di Fondazione Fiera risponde di non aver “attivato” solo Di Gesù, ma anche di “essersi rivolto, esattamente con la stessa finalità, ai magistrati della procura di Milano, nella persona dell’allora procuratore, dott. Francesco Greco e dell’aggiunta, dott.ssa Alessandra Dolci, sempre allo scopo di ottenere supporto nella verifica circa l’assenza di compromissioni con la criminalità organizzata da parte degli appaltatori”. C’è addirittura la bozza di un protocollo. Non sappiamo se Greco e Dolci abbiano fatto qualcosa, ma Di Gesù sicuramente sì: per il bene comune, ha controllato che chi stava realizzando l’ospedale non fosse segnalato come impresa pericolosa.
La vicenda inizia a essere surreale. Di Gesù viene trascinato davanti al tribunale del popolo, ovvero le indagini a suo carico vengono sbattute sui giornali. Cosimo Di Gesù è anche il comandante della più prestigiosa scuola di formazione della Guardia di Finanza, quella di Bergamo. E’ arrivato nel 2024, ed è un posto al quale tiene molto, un coronamento della sua carriera. Ovviamente c’è chi si interroga – anche esplicitamente, anche malignamente – se un uomo della Finanza può rimanere a insegnare alle giovani fiamme gialle essendo accusato di aver favorito degli spioni (presunti). Insomma: il posto di Di Gesù a Bergamo traballa sotto il peso dell’inchiesta.
A un certo punto però, i pm di Milano mandano gli atti a Roma: capiscono che con il filone principale di Equalize Di Gesù non c’entra proprio niente. Erano delle ricerche fatte per l’Ospedale in Fiera, sotto Covid, e per fini assolutamente coerenti con la missione finale della GdF. A Roma i giudici decidono che basta così, si può archiviare. Cosimo Di Gesù esce definitivamente dall’inchiesta. Viene da chiedersi che cosa rimane però sul campo. Per prima cosa, anni di vita di un servitore dello Stato, infangato. E per seconda cosa, un monito per tutti gli altri: se qualcuno vi chiede di fare qualcosa di concreto, in un momento emergenziale, per cercare di fare le cose per bene, per evitare infiltrazioni, la cosa migliore è rispettare le procedure burocratiche. Magari morirà qualcuno perché le cose non verranno completate in tempo, ma almeno la carriera sarà stata salvata con successo.