A Milano i letti per gli studenti sono pochi. Ma, sorpresa, non va così male

I posti letto restano insufficienti per migliaia di fuorisede, ma gli atenei ampliano l’offerta tra nuove residenze, investimenti e borse di studio. Le difficoltà maggiori riguardano le università più grandi: oltre alle proteste, servono soluzioni concrete per rendere gli affitti sostenibili

24 OTT 26
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Protesta degli studenti con le tende accampati alla Biblioteca degli Alberi a Milano - foto LaPresse

C'è un dato da cui partire se vogliamo inquadrare la protesta degli studenti universitari che ha ripreso vigore con le tende sui prati della Biblioteca degli Alberi. Circa un terzo dei 210 mila iscritti negli otto atenei cittadini è un fuori sede, si tratta della percentuale più alta d'Italia: un mini esercito di 70 mila persone alla ricerca di un alloggio che costa tra i 700 e i 1.300 euro al mese per una stanza. È il risultato di un mercato immobiliare sempre in crescita dopo Expo. Per rispondere a questa domanda il sistema Milano, pur nelle difficoltà del settore delle costruzioni, sta cercando di essere all'altezza.
L'esempio più recente è dato dall'ex Villaggio Olimpico di Porta Romana convertito nel più grande studentato d'Italia, con una capacità di circa 1.700 posti letto. Una parte di questi (135) sono stati acquisiti dalla Statale, il più grande ateneo cittadino con quasi 60 mila iscritti. I posti messi a disposizione  per questo anno accademico  in Via del Perdono  sono  1.345,  + 230  rispetto al precedente. A questi vanno aggiunti 148 nuovi posti grazie al completamento dello studentato di Attendolo Sforza e i prossimi 240 che arriveranno con le ristrutturazioni delle residenze di via Bassini 36 e via Plinio in Città Studi. La novità più importante è il campus che sarà edificato a Mind con il trasferimento di uno spicchio della Statale articolato in due studentati con 400 posti complessivi.  L'altra grande realtà accademica è il Politecnico con quasi 50 mila studenti: mette a disposizione 2.131 posti, di cui 1.631 a Milano con 6 residenze alle quali si aggiungono i campus di Lecco, Piacenza, Cremona, Mantova. In programma ci sono quelle nuove in via Mancinelli (500  posti), altri 488 nell'area Goccia in Bovisa e 250 in via Baldinucci. Da notare che la domanda di alloggi per questo anno è stata di 4.452, in linea con quella del 2025.
L'offerta della Cattolica, che conta 42 mila iscritti, si sostanzia in 4 campus con 735 posti in città. Il prezzo medio annuo varia a seconda della fascia di reddito e va dai 2.300 euro ai 11.000 euro circa ma grazie a un intervento straordinario di circa due milioni di euro oltre 400 studenti potranno ottenere una borsa di studio in denaro oltre all'esenzione dalle tasse universitarie. Alla Bicocca, con 30 mila iscritti, i posti a disposizione sono in tutto 863 dislocati in quattro residenze universitarie, due in città le altre a  Cinisello Balsamo e  Sondrio.  Rispetto allo scorso anno l'offerta è  aumentata di 52 posti ma già per il prossimo è previsto il raggiungimento di 903 posti letto.
Ma non è tutto, qualora fossero confermate le condizioni per le convenzioni stipulate che garantiscono altri  286 posti, l'offerta complessiva potrebbe raggiungere 1.255 posti letto: un bel numero se si pensa che le richieste di alloggio  sono state 1.893.  Decisamente buona  anche  la situazione in Bocconi dove a fronte di 10 mila iscritti ci sono 2.800 posti letto. L'anno scorso  57  milioni  di euro  hanno consentito a 1.900 studenti l'esenzione totale: in generale 1 studente su 3 ottiene una forma di sostegno economico, 350 milioni di euro è l'investimento programmato  tra il 2026 e il 2030. Infine la Iulm, quasi 8 mila studenti, dotata di 2 residenze per un totale di 220 posti letto con tariffe che vanno da 3.850 a 5.280 euro. Da segnalare che  alcuni posti letto sono destinati senza costi agli studenti rifugiati. Quest'anno sono pervenute 246 domande, poco meno della disponibilità, ma Iulm sta lavorando lo stesso per crearne di nuovi.
Il quadro della realtà universitaria si presta a una facile lettura: i piccoli atenei fanno fronte a tutte le richieste, i più grandi mostrano più difficoltà, il Poli risponde "solo" al 50% delle richieste. Per Michele Costanzi, che fa parte del coordinamento per il diritto allo studio, movimento  studentesco di area moderata vicino a Cl, la situazione è critica: "A Milano l'offerta di residenze universitarie, sia sul piano quantitativo sia su quello economico, non è adeguata alla domanda. Più in generale esiste un mercato che rende difficile individuare soluzioni abitative per chi viene a studiare in questa città". Analisi condivisa da altri gruppi universitari ma l'unità si ferma quando si parla di come reagire: "Non condividiamo i rimedi e le forme di protesta adottati perché inefficaci. Si tratta di una realtà che esiste e che va affrontata, ma partendo da una visione di futuro. Tende e manifestazioni attirano attenzione su chi le propone, ma poi è necessario che dalla rivendicazione si passi alla proposta. Noi stiamo tentando di farlo".
Quanto alle proposte Costanzi ne illustra un paio: "Il portale unico per il matching", una piattaforma online trasparente, intuitiva e sicura istituita a livello regionale che consentirebbe, ad esempio, di trovare studenti con cui condividere un appartamento, alleggerendo così gli affitti". L'altra è più politica: "Una riduzione dell'Irpef per gli studenti fuorisede che studiano a più di 100 km dal proprio comune di residenza e che vivono in zone in cui il costo della vita è alto. Si tratta di applicare un coefficiente territoriale".