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Tutte le truppe che Vannacci va cercando in Lombardia. Pure nel pubblico
Il generale mette gli occhi sia su Palazzo Marino che sulla regione Lombardia, assemblando un manipolo di vecchie glorie tra le fila dell'ultra destra
18 LUG 26

Foto Getty
Il generale Vannacci ha un bel rebus da risolvere nella campagna di reclutamento che ha lanciato tra le aziende pubbliche del capoluogo lombardo. Infatti, come declinare la remigrazione in Atm, dove stanno prendendo servizio una trentina di tranvieri tunisini – ai quali è stato anche assicurato un alloggio – assunti dall’azienda a causa del crollo di vocazioni dei lavoratori italiani, è tutto da scoprire. L’alternativa degli alfieri della remigration è mandare i milanesi a piedi, sotto il sole. Sotto la Madonnina il generalissimo è particolarmente attivo, vuoi per la presenza di uno zoccolo duro post fascista, vuoi per tenere sulla corda un centrodestra che lo guarda con sospetto. Ma mentre i Fasci di combattimento furono fondati nel 1919 proprio in piazza San Sepolcro, Futuro Nazionale ha scelto, molto più prosaicamente, nella città della movida, gli AperiVannacci o “aperitivi patriottici”, per fare proseliti.
Il generalissimo ha anche anticipato, nei giorni scorsi, che Futuro Nazionale si presenterà con un suo candidato alle amministrative di Milano. Mentre in Regione Vannacci ha reclutato Luca Ferrazzi e Pietro Macconi, è già un pigia-pigia di personalità di ultradestra che guardano con interesse a Palazzo Marino. Guida la pattuglia Roberto Jonghi Lavarini, esponente dell’estrema destra milanese, detto “il barone nero”, condannato a due anni dal Tribunale di Milano anni fa per apologia del fascismo. In un’intervista televisiva aveva dichiarato che il fascismo “è stata una splendida epoca di riforme sociali e di grandezza dell’Italia”, che festeggiava la marcia su Roma e che “un goccino di olio di ricino è digestivo”, oltre ad aver utilizzato espressioni antisemite. L’avvocato penalista Renato Maturo, presidente del comitato Destra per Milano - Futuro Nazionale, ex dirigente di Alleanza Nazionale, già collaboratore di Ignazio La Russa è l’anima politica del partito di Vannacci. Poi c’è Pier Gianni Prosperini, medico, plurilaureato, con una lunga carriera politica alle spalle: fino al 1990 nel Msi-Dn, poi nella Lega, dalla quale esce un paio di anni dopo per diventare assessore del Comune di Milano nella giunta che scavalla Manipulite. Nel 1995 viene eletto consigliere regionale in Lombardia e dal 2005 è assessore allo Sport della Regione. Si dichiara: “Baluardo della Cristianità, Flagello dei centri sociali e condottiero del Nord". Nel 2015 viene condannato per traffico d’armi verso l’Eritrea a quattro anni di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici per tre anni.
Ora Vannacci cerca di fare proseliti tra i lavoratori delle aziende partecipate del Comune e della Regione, da sempre serbatoio elettorale buono anche per le amministrative. L’uomo di punta nel reclutamento è Max Bastoni, già leghista di lungo corso, prima in comune e poi in Regione. L’organizzazione prevede la costituzione di comitati aziendali con una decina di partecipanti. L’obiettivo è reclutare lavoratori in Atm e Amsa, dove – secondo gli esponenti del partito di Vannacci – sarebbero già al lavoro alcuni militanti. Al momento invisibili. Ma l’obiettivo più interessante sembra essere il gruppo Fnm, dove gli scontri tra Lega e FdI sono quotidiani e le aggressioni sui treni del personale viaggiante sono all’ordine del giorno. La galassia Fnm (7mila lavoratori) comprende tra le altre aziende Trenord e Ferrovienord. Ed è qui che, anche a causa di continui dissapori tra dipendenti e vertice aziendale, ci sarebbe il malcontento necessario a Futuro Nazionale per fare proseliti. I sindacati autonomi, che cavalcano ogni protesta, rappresentano una sponda naturale per il partito di Vannacci e infatti i contatti con lo Stas (Sindacato trasporto autisti) sono intensi e proficui, mentre i sindacati confederali, a partire dalla Cgil, alle prime avvisaglie hanno alzato la bandiera della Costituzione.