Concerti per tutti, ma serve una legge per i disabili. Ora arriva

Politici, attivisti e l'associazione Live for All hanno lanciato una nuova iniziativa con l’obiettivo di portare in Parlamento una legge d’iniziativa popolare per garantire il diritto universale alla cultura, allo sport e allo spettacolo

13 GIU 26
Immagine di Concerti per tutti, ma serve una legge per i disabili. Ora arriva

Foto Ansa

Milano città del business si conferma anche capitale dei grandi eventi, che riempiono la città e moltiplicano anche gli affari dell’indotto. Ad esempio, chi organizza i concerti parla di un popolo di un milione e seicentomila persone che assistono agli spettacoli. Poi naturalmente c’è lo sport, il circuito delle fiere, le mille week del modello Sala. La città si gonfia, mentre le strade e i marciapiedi si stringono per far posto alle ciclabili e ai dehors: così il palcoscenico dei grandi concerti ed eventi diventa sempre meno accessibile per chi qualche difficoltà a muoversi ce l’ha.
Lisa Noja, battagliera consigliera regionale di Italia Viva, su questo ha le idee chiare. “Una legge è necessaria perché potrà aiutarci ad affrontare l’ostacolo più grande: l’accessibilità e la sicurezza nei luoghi di spettacolo. Oggi non c’è nessuna norma che imponga di fare dei piani di sicurezza per gli eventi dal vivo, tenendo conto proprio dell’accessibilità. Sono due diritti fondamentali che vanno tenuti assieme. Ogni evento va organizzato prevedendo la possibilità di partecipare e lo spazio utile per i disabili, che vanno trattati come tutti gli altri. Oggi i portatori di handicap sono cittadini di serie B”. Milano dunque si conferma città dei grandi eventi, ma non per tutti? “Occorre lavorare tutti assieme perché le nuove strutture nascano già pronte per accogliere chi ha le difficoltà di accesso maggiori. Naturalmente penso anche al nuovo stadio: abbiamo l’opportunità di realizzare un progetto innovativo e moderno di accessibilità, l’esempio di Wembley può darci una mano. L’Arena Santa Giulia, durante le Olimpiadi, ha dimostrato che l’impianto è perfettamente strutturato ma da quando è stata data in gestione ai promoter tutto è diventato impossibile: a partire dai meccanismi di prenotazione la gestione è decisamente opaca”, conclude Noja. Nel prontuario per i concerti messo a punto dal Comune di Milano il capitolo sull’accessibilità dei portatori di handicap è “sparito”. Anche se l’attenzione rivolta alla mobilità e al traffico non manca: “L’utilizzo della bicicletta è fortemente consigliato”, recita uno specifico capitolo. Ma chi è costretto a utilizzare altro genere di ruote, quelle delle carrozzine, rischia di restare fuori dagli impianti.
Lisa Noja, Marina Cuollo, Valentina Tomirotti, Giorgia Meneghesso, Simone Riflesso, Erica Ercole e Sonia Veres, con un nutrito gruppo di realtà no profit radunate nell’associazione Live for All, hanno lanciato una nuova iniziativa con l’obiettivo di portare in Parlamento una legge d’iniziativa popolare per garantire il diritto universale alla cultura, allo sport e allo spettacolo. Nata dal Manifesto Live for All, l’iniziativa ha raccolto in questi mesi proposte, testimonianze e segnalazioni di persone con disabilità che chiedono di poter partecipare pienamente alla vita culturale, sportiva e sociale del paese. Concerti, festival, spettacoli teatrali ed eventi sportivi rappresentano infatti occasioni fondamentali di partecipazione e inclusione che devono essere accessibili a tutti, dal pubblico e dagli artisti con disabilità. La costituzione in Associazione segna una nuova fase del percorso avviato da Live for All, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo con istituzioni, organizzatori, promoter, festival e realtà culturali e sportive. Negli ultimi mesi, insieme ad Al Di Qua Artists, il movimento ha già contribuito al dibattito parlamentare sull’accessibilità degli eventi, elaborando proposte di modifica normativa volte a rafforzare le tutele e i diritti delle persone con disabilità.