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Il doppio schermo di Dallas e il prezzo dell'anima. Ascolta il Foglio daily
Trump alla convention di metà mandato, Bush e Condoleezza Rice alla biblioteca presidenziale, venticinque anni dall'11 settembre. Ne parliamo con Paola Peduzzi
11 SET 26

Mercoledì sera, all'American Airlines Center di Dallas, si è aperta la prima convention di metà mandato nella storia del Partito repubblicano. Non nomina candidati: serve a raccogliere fondi e a mobilitare gli elettori per il voto del 3 novembre, con i democratici avanti di oltre sei punti nella media dei sondaggi. Donald Trump ha parlato per quasi due ore e ha promesso un “Trump dividend” da cinquemila dollari a ogni cittadino adulto, a patto che i repubblicani conservino la maggioranza sia alla Camera sia al Senato. È la seconda promessa di questo tipo. La prima, duemila dollari a testa, risale a novembre 2025 e non è mai stata mantenuta. A febbraio, poi, la Corte suprema ha bocciato i dazi imposti con i poteri d'emergenza, cioè proprio la fonte con cui il vicepresidente J. D. Vance dice di voler finanziare gli assegni. Nello stesso discorso Trump ha annunciato che anche la guerra con l'Iran finirà subito dopo il voto.
Lo stesso giorno, nella stessa città, George W. Bush ha inaugurato nella sua biblioteca presidenziale una mostra dedicata alle vittime dell'11 settembre, insieme a Condoleezza Rice, che nel 2001 era la sua consigliera per la sicurezza nazionale. Bush ha ricordato le ore successive all'attacco e la telefonata in cui Rice gli intimava di non muoversi. Ha raccontato di essere andato in moschea, per dire che il nemico erano i terroristi e non l'islam. E ha messo in guardia contro le tentazioni isolazioniste dell'America.
Nella puntata di oggi Enrico Cicchetti ne parla con Paola Peduzzi, che sul Foglio mette le due scene una accanto all'altra: da una parte un presidente che parla di sé, dall'altra uno che parla dell'anima del suo paese. E si chiede cosa resti, venticinque anni dopo, della solidarietà e dell'unità di allora, in un'America e in un occidente che non si accordano più nemmeno sulla difesa della libertà.