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L'Odissea in regalo con il Foglio per tutto agosto (con alcune sorprese)
Da sabato 1 agosto, ogni giorno, in regalo con il giornale, ci saranno i canti dell'Odissea a puntate. All'interno tanti approfondimenti di scrittori e intellettuali sul testo omerico e la figura di Ulisse

Ci sono estati segnate da ritornelli di dubbio gusto, destinati a durare quanto un aperitivo. L’estate del 2026 avrà invece un tormentone che resiste da quasi tremila anni. Da sabato 1° agosto e per tutto il mese, ogni giorno il Foglio regalerà ai suoi lettori l’Odissea, nella traduzione di G. Aurelio Privitera pubblicata nel 1981 dalla Fondazione Lorenzo Valla e proposta su licenza della stessa Fondazione. Il senso dell’operazione è semplice, come ricorda in questa intervista il direttore del Foglio, Claudio Cerasa: mettere nelle mani dei lettori un testo formidabile. Un libro che si può leggere sotto l’ombrellone, in treno, su una nave o prima di dormire e che, senza bisogno di attualizzazioni forzate, continua a parlare di noi. Del desiderio di partire e di quello di tornare. Della curiosità, dell’inganno, della nostalgia, della paura, dell’intelligenza. Di quanto sia difficile restare sé stessi mentre tutto intorno cambia.
L’Odissea è un poema di mostri, tempeste, dèi capricciosi, naufragi e seduzioni. Ma è soprattutto una storia sull’arte di cavarsela, sul bisogno di conoscere e sul prezzo che si paga per farlo. Leggerla significa viaggiare, riflettere, sognare e giocare con la testa. Significa anche arrivare preparati al film dell’anno: non soltanto per vederlo, ma per avere più strumenti per discuterne, criticarlo, esaltarlo, confrontare le immagini con le parole. Ogni giorno, accanto al testo, il Foglio pubblicherà anche un contributo speciale firmato da amici e giornalisti del giornale. Il filo sarà una domanda: che cosa pensiamo quando pensiamo a Ulisse? Per un mese il Foglio proverà così a sostituire al tormentone estivo una grande storia, un canto dopo l’altro. Buona lettura.