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La panchina vuota. Pirlo e il caso Fonbet. Ascolta il Foglio daily
Andrea Pirlo doveva allenare l'Italia. Poi è spuntato un contratto con una società di scommesse russa vicina al Cremlino, e in un weekend la sua nomina è saltata. Cronaca di un caso che ha messo d'accordo mezzo Parlamento. Ne parliamo con Giovanni Battistuzzi
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Andrea Pirlo durante la partita tra Salernitana e Sampdoria nell'agosto 2024 (Alessandro Garofalo/LaPresse)
Fino a venerdì scorso, la nomina di Andrea Pirlo come nuovo ct della Nazionale era data praticamente per certa. Poi sabato salta fuori una storia che cambia tutto: Pirlo è "global ambassador" di Fonbet, il principale sito di scommesse russo, che ha tra i principali azionisti Sergey Lomakin, oligarca russo e presidente e proprietario dello United FC, la squadra degli Emirati Arabi Uniti che Pirlo sta allenando. A fine maggio l'ex centrocampista era stato a Mosca, ospite a un evento di Fonbet insieme a Marco Materazzi, proprio nei giorni di uno dei bombardamenti rusasi più pesanti su Kyiv dall'inizio della guerra. Sul palco, tra gli altri, anche il cantante Shaman, propagandista putiniano dichiarato. Da lì è partita una polemica trasversale come raramente se ne vedono. Lo stesso argomento ha messo d'accordo il presidente del Senato – il meloniamo Ignazio La Russa – con Carlo Calenda, la vicepresidente dell'Europarlamento Pina Picierno e Mauro Berruto, responsabile Sport nella segreteria del Pd: cosa rarissima in Italia, ancora più rara quando si parla di pallone. Ne parliamo con Giovanni Battistuzzi, che sul Foglio ha scritto un commento tagliente, sin dal titolo: "Il miracolo involontario di Pirlo: unire l'Italia (contro la sua candidatura)".

