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Ma cos'è questo scisma. Ascolta il Foglio daily
Lo scisma lefebvriano, la scomunica più dura dal 1988 e la rete politica che si è raccolta attorno a Ecône. L'analisi di Matteo Matzuzzi
16 LUG 26

Padre Marc Hanappier consacrato vescovo durante la cerimonia lefebvriana a Econe, in Svizzera, il 1° luglio 2026 (AP Photo/Baz Ratner)
Il primo luglio a Ecône, in Svizzera, la Fraternità San Pio X ha ordinato quattro vescovi senza il via libera del Papa. Ventiquattr'ore dopo il Vaticano ha risposto con una scomunica che colpisce i vescovi, i preti, e per la prima volta anche i fedeli laici. Ma dietro l'aspetto più folkloristico, per così dire, dietro il latino e l'incenso, c'è molto altro: una rete che ha in qualche maniera catalizzato l'interesse della destra occidentale, nelle sue frange più radicali.
Nei giorni precedenti alla cerimonia, Leone XIV aveva scritto una lettera accorata al superiore della Fraternità, don Davide Pagliarani, pregandolo di fare un passo indietro. Ma ciò non è bastato. Il giorno dopo le ordinazioni, il decreto del Dicastero per la Dottrina della fede ha dichiarato lo scisma “una realtà”: la scomunica è automatica, i sacramenti sono amministrati illecitamente, matrimoni e confessioni non sono validi, dice il Vaticano. Ma la vicenda non si esaurisce nella teologia. Ne parliamo con Matteo Matzuzzi, vaticanista e caporedattore del Foglio.
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