l'evento del foglio
Il futuro della mobilità passa dalle scelte dei consumatori
Dalla neutralità tecnologica alla sicurezza, dall’auto elettrica alla concorrenza cinese: al convegno del Foglio il mondo della mobilità prova a capire come cambierà il nostro modo di spostarci. Istituzioni e industria a confronto all'Automobile Club di Milano

Quale sarà il futuro della mobilità? Alla domanda che ha dato il titolo al convegno organizzato dal nostro giornale nella sede di Ac Milano, hanno provato a rispondere in tanti. E alla fine l’auspicio che ne è scaturito è che i consumatori possano avere la libertà di scegliere con quale motorizzazione muoversi perché l’auto anche oggi significa libertà oltre che cultura, tecnologia, design e passione. Sta cambiano il modo di scegliere e anche di vendere l’auto, sta cambiando il modo di usare l’auto che ormai non è più l’unico mezzo che ci consente di spostarci dal punto A al punto B. Anzi l’auspicio è che si possa parlare sempre più di mobilità integrata tra i vari mezzi a nostra disposizione.
“La transizione ci porta a una confusione di traffico e a meno sicurezza. Oggi stiamo cercando di lavorare sui giovani e dobbiamo ricostruire una cultura dell’automobile”, ha detto Pietro Meda, presidente di Ac Milano, il padrone di casa che parla a ragion veduta perché Milano oggi è diventata quasi un laboratorio grazie all’assurda gestione della viabilità da parte del Comune. Geronimo La Russa, presidente di Aci, oltre a sottolineare come l’Automobile Club si stia trasformando in Mobility Club ha aggiunto: “Abbiamo una capillarità unica e vogliamo essere gli interlocutori delle istituzioni. Abbiamo oltre un milione di soci. Vogliamo dare giusti suggerimenti per facilitare le esigenze di spostamento. In ogni Comune, in ogni Provincia e in ogni Regione ci sono regole differenti di limitazioni del traffico. Andrebbero uniformate a livello nazionale”. Un obbiettivo sposato anche dal Governo, come ha confermato Edoardo Rixi, viceministro dei trasporti e delle infrastrutture: “Il governo ha fatto pressioni ma è evidente che è difficile creare una situazione omogenea a livello nazionale anche se questo sarebbe auspicabile”. Intanto ha svelato come la sua recente visita in Giappone possa portare a una collaborazione per la progettazione e la manutenzione dei ponti. Anche di quello sullo Stretto, naturalmente.
La neutralità tecnologica se la augurano anche Gianni Murano, presidente di Unem e Fabio Pressi, ceo di A2A Mobility, nonostante partano da posizioni diversi e si divertano a stuzzicarsi tra loro. Chi ha capito benissimo che cosa vogliono oggi gli italiani sono i costruttori cinesi che ormai non offrono più solo auto elettriche e sono sempre più aggressivi sul mercato. “Non c’è chiarezza sull’obiettivo finale nel mondo Automotive. A parte far fuori i cinesi, manca una visione strategica. La soluzione non può essere fatta di proibizioni, dazi, tariffe, quote e così via, perché non si va da nessuna parte”, ha detto Alfredo Altavilla special advisor di Byd per l’Europa. Una risposta alla richiesta fatta da Roberto Vavassori, presidente di Anfia, che aveva detto: “Va applicata una quota libera al tetto di importazione alle auto cinesi, penso all’8 per cento. Oltre andrebbe imposto un dazio dell’80 per cento”, oltre ad aver sottolineato la bulimia legislativa dell’Europa. Lui ha un ruolo chiaro: deve difendere il costruttore nazionale e la nostra filiera. Non un compito semplice. Un po’ come quello di Roberto Pietrantonio, presidente di Unrae che rappresenta i costruttori esteri e quindi deve far sedere allo stesso tavolo europei, cinesi, giapponesi. “Mi candido al Nobel per la pace”, scherza. A parlare di giapponesi c’è Massimo Nalli presidente e ad di Suzuki Italia, una casa che ha capito prima delle altre come buttarsi solo sull’elettrico sarebbe stato un errore. E il mercato lo ripaga. Ormai gli italiani si fidano di Suzuki. La fiducia è l’obiettivo di Marco Santucci con Geely che è appena arrivato in Italia: “Siamo il più europeo dei costruttori cinesi”, assicura. Ma sul tavolo del convegno sono poi arrivati altri temi importanti come la sicurezza stradale, il trasporto ferroviario, il motorsport. Una mattinata di idee e di confronti.