L’ultima bravata di Travaglio su Minetti

"La procura ha ascoltato solo i testimoni della difesa", ma è un’altra fake news

5 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 15:22
Immagine di L’ultima bravata di Travaglio su Minetti

Marco Travaglio (foto LaPresse)

Anziché ammettere di aver commesso errori sull’inchiesta, o meglio, sul romanzo fantasy/noir messo in piedi attorno alla grazia concessa a Nicole Minettismontato pezzo per pezzo dalla procura generale di Milano, Marco Travaglio è passato al contrattacco. Prima in televisione e poi con una lettera pubblicata sul Fatto, Travaglio si è scagliato contro la procuratrice generale Francesca Nanni, colpevole di aver “infangato e diffamato con accuse di falso il lavoro giornalistico di un quotidiano, il Fatto che ho l’onore di dirigere, in un comunicato che non ammette contraddittorio, ma permette alla peggior feccia di darci dei falsari come se l’avesse accertato una sentenza definitiva (la famosa presunzione d’innocenza)”.
A parte l’evocazione della presunzione di innocenza da parte di un quotidiano che ogni giorno calpesta questo principio ai danni di chiunque sia coinvolto in vicende giudiziarie, a far ancora più ridere è il fatto che Travaglio abbia persino minacciato cause per diffamazione nei confronti della procura. L’ammissione dell’errore sembra inconcepibile nell’idea di informazione di Travaglio, che da due giorni ripete: “Le indagini su Minetti le ha fatte Minetti”. Ciò che si contesta alla procura generale è di non aver ascoltato la massaggiatrice che aveva rilasciato un’intervista al Fatto in cui si accusava Minetti e il compagno Cipriani di organizzare festini a base di sesso e droga, ma di aver ascoltato “soltanto i testimoni della difesa”, cioè di Minetti stessa.
Il paradosso è che si è di fronte all’ennesima fake news: nel comunicato, la procura generale spiega che le affermazioni della massaggiatrice al Fatto “risultano smentite da numerose dichiarazioni assunte in sede di indagini difensive, nonché dalle dichiarazioni rese ai carabinieri da persone informate sui fatti”. Insomma, Travaglio omette furbescamente una parte del comunicato della pg Nanni persino nel momento in cui sfida Nanni a verificare fino in fondo la veridicità delle notizie rivelate dal Fatto. La macchina della gogna non ammette alcun passo indietro.