Brutti (dentro) contro Minetti. Perché la bellezza è pericolosa

La bellezza è un’arma a doppio taglio e chi di bellezza ferisce di bellezza perisce, linciato dagli oltraggiati. Lo sapeva Baudelaire, scrivendo “dell’odio del popolo per la bellezza”. Lo chiarì Mario Andrea Rigoni: “Oltre un certo grado, la bellezza è una provocazione, anzi un oltraggio”

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30 APR 26
Ultimo aggiornamento: 06:39 AM
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Nicole Minetti in una foto del 2014 (foto Federico Ferramola per LaPresse)

Odiano la bellezza perché sono brutti. Senz’altro lo sono dentro e forse lo sono anche fuori. Fossero carucci, o sapessero godersi la vita, non leggerebbero Travaglio, non guarderebbero Report e lascerebbero in pace Nicole Minetti. Non mi occupo della grazia, i cui dettagli non conosco e voglio continuare a non conoscere, preferisco ammirare le grazie dell’ex consigliera regionale lombarda che è bella a prescindere, e questo conta. E comunque non risulta che abbia mai ammazzato nessuno.
La condannarono per favoreggiamento della prostituzione e anche qui non voglio addentrarmi nei particolari, guardo all’insieme e domando: ma che caspita di reato è? Qual è la ratio? Ha rubato qualcosa a qualcuno? Anni di reclusione per colpa di una legge anni Cinquanta, la famigerata legge Merlin, assurda allora e anacronistica oggi come dimostra il lessico dei vari articoli: “locali di meretricio”, “casa mobiliata”, “spaccio di bevande”, “atti di lenocinio”, “libertinaggio”, “onestà di vita”, “moralità”, “buon costume”... La legge più bacchettona che ci sia, usata come clava dalla sinistra oscurantista e filistea. A parte che sarebbero meglio, moralmente meglio, cristianamente meglio, le puttane degli sputtanatori: le prime sfruttano sé stesse, i secondi sfruttano il prossimo, i malcapitati che finiscono nel loro mirino. Solo che stavolta di meretrici non ne vedo, nemmeno a dar retta a codici e sentenze, e anche gli spacciatori di bevande mi sfuggono, mentre invece di diffamatori ne vedo tantissimi, intere redazioni, studi televisivi al completo.
Lo sapeva Baudelaire, scrivendo “dell’odio del popolo per la bellezza”. Lo chiarì il cioraniano Mario Andrea Rigoni: “Oltre un certo grado, la bellezza è una provocazione, anzi un oltraggio: ciò spiega l’odio che non poca gente nutre verso di essa”. La bellezza è pericolosa, è un’arma a doppio taglio e chi di bellezza ferisce di bellezza perisce, linciato dagli oltraggiati. Non faccio finta di non sapere che il problema è innanzitutto politico, nel caso della berlusconiana Minetti come in quello della meloniana Venezi. Ma se non sei di sinistra e se sei pure bella, e magari, per giunta, sorridi e te la spassi, la provocazione è ulteriore e devi proprio morire. Affinché falliti e risentiti si consolino un poco.