Europa Ore 7

Non c'è pace per l'Ue sui vaccini

La lettera di alcuni paesi alla Commissione: ci sono "enormi disparità". Il nervosismo è crescente in molte capitali. Intanto alle prime regionali tedesce, parte male la Cdu (bene i Verdi)

David Carretta

“Non è una buona serata per la Cdu”, ha detto il segretario generale del partito di Angela Merkel, Paul Ziemiack, dopo i deludenti risultati nelle elezioni in Baden-Wuerttemberg e in Renania-Palatinato

Non c'è pace per la strategia sui vaccini della Commissione europea. AstraZeneca venerdì ha annunciato un nuovo taglio delle forniture per il primo e secondo trimestre, nel momento in cui si è aperto un nuovo scontro tra gli stati membri sulla ripartizione delle dosi nell'ambito degli acquisti comuni dell'Ue. Austria, Repubblica ceca, Slovenia, Bulgaria e Lettonia hanno scritto una lettera ai presidenti di Commissione e Consiglio, Ursula von der Leyen e Charles Michel, denunciando “enormi disparità” nella distribuzione dei vaccini. A guidare la carica contro l'Ue, ancora una volta, è stato il cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, che venerdì ha denunciato un “bazar” sulle dosi all'interno del comitato esecutivo sulla strategia dei vaccini, dove siedono tutti gli stati membri e che paradossalmente è presieduto dall'Austria. “Se questo sistema dovesse perdurare, continuerebbe a creare e a esacerbare enormi disparità tra stati membri, al punto che alcuni sarebbero in grado di raggiungere l'immunità di gregge in poche settimane, mentre altri rimarrebbero indietro”, si legge nella lettera. Il tema potrebbe essere discusso al Consiglio europeo della prossima settimana.

Il problema riguarda le dosi che sono state rifiutate da alcuni paesi e ridistribuite tra quelli interessati. Alcuni stati membri avevano rinunciato a una parte dei vaccini acquistati dalla Commissione - come Pfizer-BioNTech e Moderna - perché considerati troppo cari. Germania e Danimarca si sono accaparrate le dosi a cui gli altri hanno rinunciato. La Commissione ha risposto sabato con un comunicato, ricordando che sono stati gli stati membri a decidere di "allontanarsi dalla proposta" originaria di distribuzione pro rata in base alla popolazione e di aggiungere “una flessibilità che permette di concordare una ripartizione diversa di dosi". Per la Commissione, tocca ai governi decidere se tornare o meno al sistema pro rata. Kurz è stato smentito dal suo stesso ministero della Sanità. “I negoziati hanno avuto luogo in modo trasparente ed equilibrato”, ha dichiarato Ines Stilling, segretaria generale del ministero della Sanità austriaco.

La lettera dei cinque mostra il crescente nervosismo in alcune capitali che si trovano in difficoltà nella vaccinazione della loro popolazione. Inoltre, alcuni di questi stati membri avevano puntato più sul vaccino AstraZeneca che su quelli di Pfizer-BioNTech e Moderna perché meno caro e più facile da gestire. La società farmaceutica anglo-svedese venerdì ha ufficializzato il taglio delle forniture, giustificandosi con il divieto di esportazione da parte degli Stati Uniti. Nel primo trimestre AstraZeneca consegnerà 30 milioni invece di 40 milioni di dosi (originariamente erano previsti 120 milioni). Nel secondo trimestre la stima è di 70 milioni invece di 90 milioni di dosi (originariamente aveva annunciato 180 milioni). Di fronte al “no” dell'Amministrazione Biden alla richiesta della Commissione e di AstraZeneca di permettere l'esportazione dei suoi vaccini oltre Atlantico, sempre più voci si stanno alzando per chiedere all'Ue di lanciarsi nel protezionismo vaccinale.

Il commissario al Mercato interno, Therry Breton, ha cercato comunque di rassicurare grazie all'aumento della produzione di Pfizer-BioNTech. I ritardi di AstraZeneca sono "inaccettabili" e "in ogni caso incomprensibili", ha detto Breton, che però ha escluso di portare la società in tribunale. “La buona notizia è che comunque non saremo in ritardo con il nostro programma” perché "Pfizer-BioNTech sta producendo di più del previsto e ci darà di più”, ha detto Breton, L'Ue ha come obiettivo intermedio di vaccinare l'80 per cento delle persone con più di 80 anni e del personale sanitario entro la fine di marzo e il 70 per cento della popolazione adulta entro la fine dell'estate. A proposito di Pfizer, sul Foglio Micol Flammini, racconta la storia del suo amministratore delegato, Albert Bourla, il re dei vaccini, che ha spinto la corsa cambiando ogni regola.

Buongiorno! Sono David Carretta e questa è Europa Ore 7 di lunedì 15 marzo, realizzato con Paola Peduzzi e Micol Flammini, grazie a una partnership con il Parlamento europeo.

L'Eurogruppo immagina l'economia post Covid - I ministri delle Finanze della zona euro oggi dibatteranno dell'impatto del Covid-19 e dei cambiamenti strutturali provocati dalla crisi sull'economia. L'esercizio non ha niente a che fare con l'accademia. Per l'Eurogruppo si tratta di capire come affrontare il tema delle bancarotte delle imprese dopo che verranno ritirate le misure pubbliche di sostegno, come indennizzi e garanzie. “Le misure adottate dai governi stanno mascherando il vero impatto della pandemia”, ci ha spiegato una fonte dell'Eurogruppo. “E' chiaro che la pandemia ha colpito alcuni settori più di altri, in particolare i servizi di contatto, i viaggi e il settore dell'ospitalità”. Per contro Alcuni settori come le telecomunicazioni potrebbero averne beneficiato”. Secondo l'analisi preliminare, “la transizione digitale è stata accelerata in modo permanente dalla crisi e potrebbero esserci cambiamenti strutturali nella catena di produzione globale con il ritorno di alcune attività verso l'Europa”. L'indicazione dell'Eurogruppo sarà di adottare “riforme che facilitino il riallocamento delle risorse e sostengano il potenziale di crescita nel mondo post-pandemia”, in particolare attraverso istruzione, formazione e innovazione, ci ha detto la fonte.

Consenso all'Eurogruppo sul mantenimento degli stimoli - I ministri delle Finanze della zona euro discuteranno anche dello stato dell'arte delle misure di sostegno fiscale. La valutazione è che abbiano “avuto successo nell'ammorbidire l'impatto sulle imprese e i lavoratori”, ci ha detto la nostra fonte. Nel momento in cui la Commissione ha indicato la volontà di mantenere le regole fiscali sospese fino a fine 2022, sembra esserci consenso sulla necessità di non riattivare il Patto di stabilità e crescita. “L'attuale ampio sostegno (all'economia) deve restare. Non esiste una scelta tra sostegno fiscale e sostenibilità di bilancio: proteggere posti di lavoro e imprese è la migliore garanzia per la sostenibilità di bilancio”. Secondo la nostra fonte, “ritirare il sostegno fiscale troppo presto sarebbe più costoso che farlo troppo tardi”. Non c'è accordo, invece, sui tempi per riaprire la discussione sulla riforma del Patto di stabilità. Alcuni ministri, a partire dal tedesco Olaf Scholz, vogliono aspettare le elezioni politiche in Germania del 26 settembre.

La Cdu sbaglia la partenza elettorale del dopo Merkel - “Non è una buona serata per la Cdu”, ha detto il segretario generale del partito di Angela Merkel, Paul Ziemiack, dopo i deludenti risultati nelle elezioni in Baden-Wuerttemberg e in Renania-Palatinato. Il calo della Cdu è stato attribuito da diversi osservatori alla gestione della crisi sanitaria e ai ritardi nella campagna di vaccinazione della popolazione. I Verdi hanno confermato la loro progressione e si candidano a essere il “king maker” delle elezioni legislative del 26 settembre. “Guardiamo con determinazione e ottimismo alle federali di settembre”, ha detto il loro leader Robert Habeck. I liberali della Fpd sembrano recuperare un po' di terreno intercettando una parte dell'elettorato della Cdu. Per il campo europeista, la buona notizia è l'arretramento di Alternativa per la Germania.

L'Ue pronta a tagliare i visti ai paesi che non riammettono migranti - I ministri degli Esteri e degli Interni dell'Unione europea oggi si riuniranno in una sessione “jumbo” del Consiglio per discutere della dimensione esterna della politica migratoria. I negoziati sul nuovo Patto su migrazione e asilo è in stallo per le divisioni tra i 27 sul meccanismo di solidarietà interno e la ridistribuzione dei richiedenti asilo. Così, come già accaduto in passato, l'Ue cercherà di mettere pressione sui paesi di origine e di transito per accettare di collaborare su rimpatri e riammissioni. “Se non ci saranno progressi (con i paesi terzi) su rimpatri e riammissioni, sono pronta a presentare una proposta al Consiglio per imporre restrizioni ai visti”, ha detto la commissaria agli Affari interni, Ylva Johansson, venerdì dopo una discussione tra i ministri dell'Interno. “E' importante dimostrare che rimpatri e riammissioni sono davvero importanti per noi”, ha spiegato Johansson.

Il calendario della settimana in Europa


Lunedì 15 marzo

- Eurogruppo

- Consiglio: riunione "jumbo" dei ministri dell'Interno e degli Esteri sulla politica migratoria

- Consiglio: riunione informale dei ministri dell'Occupazione e degli affari sociali

- Parlamento europeo: audizione nella sottocommissione Sicurezza e difesa del segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg

- Commissione: discorso della presidente von der Leyen al Cooperation Days 2021

- Commissione: la vicepresidente Vestager partecipa all'evento "Concorrenza in declino: una sfida transatlantica"

- Eurostat: dati sulle notti trascorse nelle sistemazioni turistiche nel 2020

- Eurostat: dati sull'acquisizione della nazionalità nel 2019

Martedì 16 marzo

- Ecofin

- Consiglio: videoconferenza dei ministri della Sanità

- Consiglio: summit sociale tripartito

- Parlamento europeo: audizione nella sottocommissione Sicurezza e Difesa del direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, Rafael Grossi

- Parlamento europeo: dibattito alla commissione Ambiente e sanità pubblica con il direttore del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, Andrea Ammon

- Parlamento europeo: dibattito alla commissione Libertà civili con il commissario Reynders sullo stato di diritto in Polonia

- Commissione: la presidente von der Leyen riceve il re di Giordania Abdullah II

- Commissione: discorso della presidente von der Leyen al Berlin Energy Transition Dialogue 2021

- Consiglio di associazione Ue-Georgia

Mercoledì 17 marzo

- Commissione: riunione settimanale del collegio dei commissari

- Parlamento europeo: il presidente Sassoli riceve il primo ministro della Georgia, Irakli Garibachvili

- Parlamento europeo: seminario per i media su "Il dilemma della disinformazione: come rispondere e regolamentare senza minare la democrazia?"

- Comitato delle regioni: intervento del presidente del Consiglio europeo Michel

- Eurostat: dati dell'inflazione di febbraio; dati sulla produzione nel settore delle costruzioni di gennaio

- Olanda: elezioni legislative

Giovedì 18 marzo

- Consiglio: videoconferenza dei ministri dell'Ambiente

- Parlamento europeo: audizioni della presidente della Bce, Christine Lagarde, alla commissione Economica

- Comitato delle regioni: sessione plenaria (interventi dei commissari Dombrovskis e Kyriakides)

- Commissione: discorso della presidente von der Leyen alla cerimonia di lancio dell'European Innovation Council

- Commissione: discorso del commissario Gentiloni all'evento di lancio di InvestEU

- Eurostat: indice del costo del lavoro del quarto trimestre del 2020; dati sul commercio internazionale di beni

Venerdì 19 marzo

- Commissione: discorso della vicepresidente Vestager al SXSW 2021 su "Forgiare un nuovo contratto sociale per il Big Tech"

- Commissione: discorso delle commissarie Jourova e Dalli al Summit europeo contro il razzismo

- Consiglio europeo: il presidente Michel incontra Christine Lagarde

- Comitato delle regioni: sessione plenaria (intervento della commissaria Johansson)

- Eurostat: dati sui posti di lavoro vacanti nel quarto trimestre del 2020

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