La sconfitta dell'agenda Trump

I risultati delle midterm dimostrano che protezionismo, dazi, guerra commerciale con l'Europa, indulgenza verso Putin, ostilità all'Ucraina e isolazionismo non hanno migliorato la vita degli americani né premiato chi li propone

8 NOV 26
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Foto Ap via LaPresse

La sconfitta di Trump alle elezioni di medio termine non è soltanto una bocciatura del presidente: è la sconfitta di un'agenda. Il ribaltamento di Camera e Senato, le vittorie democratiche in stati fino a ieri inaccessibili e la disfatta dei candidati trumpiani mostrano un elemento più importante della singola disfatta di Trump. Mostrano che protezionismo, dazi, guerra commerciale con l'Europa, indulgenza verso Putin, ostilità all'Ucraina e isolazionismo non hanno migliorato la vita degli americani né premiato chi li propone. Il voto americano si inserisce in una tendenza più ampia: dal Canada all'Olanda, dall'Ungheria alla Romania, diversi nazionalismi hanno subito battute d'arresto. In Europa resiste soprattutto chi smussa il proprio sovranismo, come Le Pen e Meloni, mentre restano i rischi rappresentati da AfD e Farage. È una buona notizia per le democrazie, ovvio, e può dare all'Europa più spazio nello scenario internazionale. Ma apre una domanda decisiva: chi combatte il trumpismo saprà proporre un'alternativa credibile, senza rincorrerlo sul terreno del populismo?
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