Berlino mette a capo della Bundeswehr il generale degli aiuti all’Ucraina

Christian Freuding, fortemente voluta dal ministro della Difesa Boris Pistorius, guiderà le Forze armate tedesche. Ha creato il primo reggimento droni dell'esercito tedesco e ha già sostenuto che gli europei, se necessario e “se c’è la volontà politica”, possono compensare almeno buona parte del sostegno americano all’Ucraina

Immagine di Berlino mette a capo della Bundeswehr il generale degli aiuti all’Ucraina

Christian Freuding (foto Epa via Ansa)

Berlino. Il generale tedesco che ha coordinato gli aiuti a Kyiv e che forse più si è formato sulla guerra in Ucraina. Questo è il profilo di Christian Freuding, scelto da Berlino come il prossimo Ispettore Generale della Bundeswehr, cioè il capo militare delle Forze armate tedesche. Una nomina che era nell’aria da tempo, fortemente voluta dal ministro della Difesa Boris Pistorius, letta da molti come un’accelerazione nella svolta militare tedesca, in nome del focus sul rafforzamento della deterrenza verso la Russia. “Il nemico non aspetta che ci dichiariamo pronti”, ha detto pochi giorni fa Freuding, 55 anni, attualmente capo dell’esercito. Ora, da febbraio 2027, andrà a guidare tutte le Forze Armate – Esercito, Aeronautica, Marina e forze cyber – sostituendo il generale Carsten Breuer (eletto nel frattempo alla Nato per subentrare all’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone come presidente del Comitato militare).
Bavarese, cattolico, dottore di ricerca in scienze politiche, cresciuto nella ricognizione corazzata, con missioni in Bosnia e Afghanistan, il generale di corpo d’armata Christian Freuding ha un fisico asciutto, una parlata leggere ma molto analitica. Il futuro capo della Bundeswehr ha già detto in più occasioni quali ritenga i punti da migliorare con la massima velocità per la Difesa tedesca: fuoco indiretto a lunga distanza, difesa contro i droni, guerra elettronica in tutti i reparti, sistemi senza pilota a terra e in aria, comando digitale supportato dall’AI.
Dall’inizio dell’invasione russa del 2022, Freuding ha guidato a lungo il Sonderstab Ukraine, un nuovo stato maggiore speciale tedesco per il sostegno all’Ucraina. Negli ultimi anni Freuding ha chiaramente studiato la guerra russo-ucraina in profondità. E l’ha anche spiegata. All’annuncio della nomina, giovedì, diversi account pro-Ucraina e Nafo lo hanno celebrato per il suo lato più social: dal 2022 al 2025 Freuding è comparso diverse volte in una serie del canale YouTube della Bundeswehr, dove ha commentato le mappe del conflitto (virale la sua analisi dell’offensiva ucraina nella regione russa di Kursk dell’agosto 2024).
Come capo dell’Esercito, Freuding è dietro alla creazione del primo reggimento droni della Bundeswehr, che verrà costituito nel 2027 nella 10. Panzerdivision e dovrebbe contare fino a 600 soldati: servirà alla difesa contro i droni nemici, alla ricognizione e a colpire con precisione a distanza.
In interviste e discorsi Freuding ha spiegato più volte di ritenere che la guerra in Ucraina sia un conflitto da cui imparare, ma non un modello da copiare. Ogni soldato tedesco deve per esempio saper usare i droni e difendersi da essi, anche se le guerre del futuro non saranno solo di droni, ma molto più complesse, precisa il militare bavarese. È stato Freuding a portare soldati ucraini con esperienza al fronte come istruttori nelle scuole dell’esercito tedesco. Freuding ha recentemente sottolineato come l’Operazione Vivaldi del 3° Corpo d’armata ucraino confermi che la “guerra di movimento torna possibile”, combinando sistemi con e senza equipaggio.
Quanto alla linea geopolitica, il prossimo capo della Bundeswehr ha già sostenuto che gli europei, se necessario e “se c’è la volontà politica”, possono compensare almeno buona parte del sostegno americano all’Ucraina. Una volta Freuding ha addirittura spiegato all’Atlantic senza troppe cautele come, con il ritorno di Trump, i canali con il Pentagono siano diventati silenziosi (il ministero ha poi ammorbidito la sua dichiarazione). Sul fatidico 2029 in cui la Russia potrebbe essere in grado di attaccare un paese della Nato, invece, Freuding ha ricordato: “Il 2029 non è una tempistica tedesca. E’ una valutazione d’intelligence condivisa nella Nato”. C’è chi dice che il cancelliere Friedrich Merz avrebbe potuto immaginarsi anche un altro nome al posto di Freuding, ma che alla fine sia comunque d’accordo con la nomina. La scelta molto decisa di Pistorius crea aspettative insolitamente alte per il prossimo ispettore generale, che dovrà però dimostrarsi all’altezza e non avrà certo un lavoro semplice. Tra i sostenitori di Freuding c’è chi punta anche su quella che sarebbe una sua caratteristica poco prototipicamente tedesca: non cercare innanzitutto la perfezione burocratica, ma permettere un margine di errore da correggere poi in corsa. “Ora la velocità è decisiva”, ha spiegato qualche mese fa Freuding.