In Polonia il golpe è contro lo stato di diritto e risale al 2015

Il conflitto Tusk-Nawrocki e le letture destabilizzanti dell’estrema destra antieuropeista. Il problema di come smantellare una democrazia illiberale
2 NOV 26
Ultimo aggiornamento: 07:35
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Una manifestazione davanti ai cancelli del Tribunale costituzionale polacco, sabato scorso a Varsavia (foto Beata Zawrzel/Ap)

Bruxelles. Se c’è stato un “colpo di stato” in Polonia è quello che il partito nazionalista Legge e Giustizia (PiS), oggi all’opposizione, ha realizzato quando è salito al potere nel 2015 usando la sua maggioranza e tattiche coercitive per prendere possesso e occupare le istituzioni. Quel golpe contro lo stato di diritto – che alcuni giuristi avevano definito “costituzionale” – prosegue anche oggi per mano del presidente Karol Nawrocki, che abusa dei suoi poteri per impedire la restaurazione delle fondamenta di una democrazia funzionante condotta dal primo ministro, Donald Tusk. Ogni altra interpretazione della crisi politica di ciò che è accaduto nel fine settimana a Varsavia – come quelle diffuse dagli influencer Maga, dagli accoliti di Vladimir Putin e dai loro alleati europei – persegue un obiettivo che non ha nulla a che fare con lo stato di diritto. Ma tende piuttosto a polarizzare, seminare divisioni, destabilizzare e alla fine distruggere la democrazia liberale in Europa
La crisi in Polonia non è costituzionale, nemmeno istituzionale, ma puramente politica. Non è stata innescata dal tentativo da parte di alcuni giudici di sospendere il presidente del Tribunale costituzionale, Bogdan Świeczkowski, e il suo vice. Le origini del conflitto vanno ricercata delle manovre illegali con cui il PiS aveva preso il controllo del Tribunale costituzionale nel 2015 e 2016. Diverse sentenze della Corte europea dei diritti umani e della Corte di giustizia dell’Ue, nonché i pareri della commissione di Venezia del Consiglio d’Europa, hanno stabilito che il Tribunale costituzionale polacco non può essere considerato un’istituzione giudiziaria legale perché le nomine del suo presidente e dei suoi membri sotto il PiS l’hanno privata dei requisiti di indipendenza e imparzialità. Nel 2022 anche una sentenza della Corte suprema amministrativa della Polonia ha stabilito che il Tribunale costituzionale, a causa delle nomine illegali del PiS, ha perso la sua capacità di giudicare secondo la legge.
In Polonia “il Tribunale (in)costituzionale non è più una corte”, ha spiegato su BlueSky Laurent Pech, preside di Giurisprudenza e direttore della Sutherland School of Law presso l’University College Dublin. “Abbiamo a che fare con un organismo legale con una lunga storia di azioni illegali, per non dire criminali, dal 2016”. I crimini proseguono ancora oggi, con il tentativo del presidente Nawrocki – eletto come indipendente, ma in realtà esecutore delle volontà del PiS – di non permettere il giuramento di otto giudici costituzionali legittimamente eletti dalla Sejm, la Camera bassa, per sostituire alcuni giudici sul punto di andare in pensione. Il presidente non ha alcun potere di rifiutare il giuramento. Ma, impendendo ai nuovi giudici di prendere funzione, Nawrocki ha impedito al Tribunale costituzionale di tornare a essere un organo giudiziario che opera secondo i fondamenti dello stato di diritto.
La Commissione di Ursula von der Leyen ieri ha difeso l’operato di Tusk. “Spetta alle autorità polacche garantire che il Tribunale costituzionale possa funzionare in conformità con la Costituzione polacca e nel rispetto della pertinente giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Ue”, ha detto un suo portavoce. “La nomina di otto nuovi membri del Tribunale costituzionale rientra nel potere costituzionale del Sejm, come confermato dalla Commissione di Venezia nel suo parere del 13 ottobre 2026. Inoltre, il 5 maggio 2026, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha adottato misure provvisorie che impongono alle autorità polacche competenti di astenersi dall’ostacolare l’assunzione e l’esercizio delle funzioni giudiziarie da parte dei giudici nominati dal Sejm nel marzo 2026”, ha aggiunto la Commissione.
Diversi giuristi hanno dubbi sui metodi adottati da Tusk. Lo spagnolo Javier Cremades, presidente della World Jurist Association, ha scritto su X che “la disputa costituzionale polacca dovrebbe essere risolta attraverso altri mezzi (…). Comprendo le argomentazioni addotte dal governo polacco, ma le forze di polizia non dovrebbero avere alcun ruolo all’interno di una Corte costituzionale”.
Secondo Stefano Ceccanti, professore di Diritto pubblico comparato all’Università sapienza di Roma, “il tema che ci pone il caso polacco è come si smantella una democrazia illiberale, una volta che le forze illiberali abbiano perso le elezioni e quando però esse abbiano ancora un forte insediamento nella società e nelle istituzioni”. In Ungheria era “più semplice”, perché Peter Magyar ha la maggioranza dei due terzi in Parlamento per modificare la costituzione. Nel 2025, l’elezione di Nawrocki alla presidenza ha compromesso i piani di Tusk per restaurare lo stato di diritto. “E’ vero che le forze liberali non devono comportarsi come i predecessori e devono individuare rimedi strutturali”, ma “occorre anche essere decisi senza esitazione contro chi cerca di tenere in piedi i residui illiberali come il presidente della Repubblica polacco”, spiega Ceccanti.
Un altro scettico sul metodo di Tusk è Jakub Karaczewski, coordinatore di ricerca di Democracy Reporting International. Ma “un golpe accade quando qualcuno sta cercando di rimuovere il governo, non quando il governo cerca di rimuovere qualcun altro”, ha ricordato Karaczewski. Ed è esattamente ciò che sta cercando di fare il PiS contro Tusk, mobilitando la piazza in Polonia, insieme ai suoi alleati all’estero, dai partiti di estrema destra in Europa agli account Maga negli Stati Uniti, passando per i propagandisti del Cremlino.
La leader del Rassemblement National ha accusato Tusk di una “presa di controllo forzata di un’istituzione costituzionale” e denunciato “la moltiplicazione dei colpi di forza in seno all’Ue”. “La situazione in Polonia è molto grave. Arresti e un’irruzione nella Corte costituzionale – tutto per difendere l’Ue antidemocratica”, ha scritto su X Nigel Farage. “Tusk è globalista-Ue, di sinistra, Nawrocki è trumpista, di destra. Sono totalmente incompatibili (...) ma il primo è pro Ucraina, il secondo è nazionalista polacco ostile a Kyiv”, ha scritto Alexander Dugin, uno degli ideologhi del Cremlino.
“Da anni esistono in Polonia organizzazioni e politici che vogliono distruggere la democrazia e lo stato di diritto, ha detto sabato Tusk in un discorso televisivo alla nazione. “E’ avidità, stupidità o tradimento? Alla fine, l’effetto è lo stesso e non a caso trovano nel mondo appoggio tra le forze filorusse, e oggi in questo conflitto usufruiscono del sostegno di un’armata di bot russi su internet. Anzi, hanno ricevuto persino pubblici complimenti dal principale ideologo del Cremlino”. Il premier polacco ha promesso di continuare a battersi per restaurare la legittimità giuridica e istituzionale del Tribunale costituzionale. “Uno stato democratico deve essere forte e capace di far rispettare la legge”, ha detto Tusk.