Con il quinto plenum, Xi si prepara a rafforzare il suo potere nel Partito

Dopo quattro giorni a porte chiuse, il comunicato certifica il record di epurazioni della sua campagna anticorruzione e apre di fatto il rimpasto dei vertici cinesi: 33 membri espulsi, di cui alcuni suoi fedelissimi, 16 provenienti dall’esercito. E ora il leader vuole rafforzare il controllo con un “autogoverno completo e rigoroso"

31 OTT 26
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Il quinto plenum del Partito comunista cinese, aperto lunedì e chiuso giovedì, è servito a Xi Jinping per preparare il terreno al prossimo Congresso, che si terrà a metà del 2027, in cui il leader punta ad assicurarsi il suo quarto mandato quinquennale. Dopo quattro giorni a porte chiuse, il comunicato pubblicato ieri certifica il record di epurazioni della sua campagna anticorruzione e apre di fatto il rimpasto dei vertici cinesi: 33 membri espulsi, di cui alcuni suoi fedelissimi, 16 provenienti dall’esercito. Nella lista ci sono anche Zhang Youxia, ex numero due di Xi nella gerarchia militare, e Ma Xingrui, ex segretario del Partito per lo Xinjiang.
Ciò che è saltato subito all’occhio degli esperti, nelle foto diffuse, sono le file di sedie vuote: circa un quarto dei 376 membri del Comitato centrale in carica all’inizio del mandato, quattro anni fa, non si è presentato – è la partecipazione più bassa a una riunione decisionale del Partito dai tempi di Mao Zedong. Molti degli assenti sono stati rimossi, la Commissione militare centrale è ormai quasi smantellata, con cinque dei sette membri nominati nel 2022 epurati: restano soltanto Xi e il vicepresidente Zhang Shengmin, responsabile anticorruzione dell’Esercito e promosso al Politburo. Gli altri vivono in un clima di paura, restii a decidere e concentrati soprattutto a non irritare Pechino. Per Xi la presa che ha sul Partito non è mai abbastanza salda. Il leader vuole rafforzare il controllo con un “autogoverno completo e rigoroso”, e dal plenum filtra che la leadership si è sentita più volte “indebolita o svuotata”. Il Partito deve fare di più per formare quadri capaci e zelanti e garantire che i funzionari “non osino, non siano in grado e non abbiano alcun desiderio di essere corrotti”. Dopo anni di purghe, Xi ammette che la lotta alla corruzione e al degrado burocratico resta una sfida complessa e grave, e nel comunicato del plenum promette di proseguire con determinazione l’eliminazione dei “gravi pericoli nascosti”, se serve anche “rivolgendo la lama verso l’interno per arginare il disordine”.