Esteri
nuovo scossone sull'asse L'Aia-Washington •
Lo spionaggio del genero di Trump che inguaia i Paesi Bassi
L'Olanda avrebbe hackerato da anni l’iPhone di Jared Kushner, genero del presidente americano, a scopo di spionaggio finanziario

Jared Kushner (foto Ap via LaPresse)
Un nuovo scossone diplomatico si profila sull’asse Paesi Bassi-Stati Uniti, già incrinato dalle recenti sanzioni economiche imposte da Trump contro la Corte penale internazionale dell’Aia. Mentre il governo Jetten cerca di ricucire lo strappo, in questi giorni è uscita una notizia che complica la situazione: i Paesi Bassi infatti avrebbero hackerato da anni l’iPhone di Jared Kushner, genero del presidente americano, a scopo di spionaggio finanziario. A rivelarlo è Matthew Cole, autorevole giornalista investigativo, in un estratto del suo nuovo libro pubblicato in anteprima su Vanity Fair.
La vicenda ha i contorni di un’intricata spy story: nel 2017 i servizi segreti olandesi avrebbero arrestato una spia russa portandola a lavorare per loro, fino a irrompere nei sistemi di intelligence militare del Cremlino. Qui sarebbero stati trovati degli screenshot del telefono di Kushner, poi decriptato di lì a poco. E considerata la lunga attività di consulenza governativa da parte del marito di Ivanka Trump, sono trapelate diverse informazioni sensibili. Come l’esistenza di conti bancari segreti tra Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, nell’ordine dei 2 miliardi di dollari, con cui Kushner avrebbe trasferito ingenti somme di denaro verso destinazioni chiave della geopolitica mediorientale – fra cui anche la Banca centrale israeliana.
Kushner ha negato categoricamente le accuse, anche perché, come sottolinea il giornalista, la mancata rendicontazione delle operazioni – obbligatoria per lo staff della Casa Bianca – costituirebbe una violazione delle leggi statunitensi in materia di corruzione. In ogni caso, per i Paesi Bassi si tratta invece di uno scenario scottante, soprattutto se gli Stati Uniti finora erano rimasti davvero all’oscuro della manovra di spionaggio. Al momento il premier Jetten si affida a un prudente no comment, ma dalle parti dell’Aia sale il timore di una “rappresaglia diplomatica sconsiderata” da parte della lunatica amministrazione Trump. E a quel punto le sanzioni potrebbero riguardare non soltanto la Corte.