L’evacuazione dei civili ucraini a Oleshky, sotto le telecamere di Mosca

La commissaria russa per i Diritti umani Yana Lantratova è arrivata nella città con alcuni giornalisti invitati ad assistere all'operazione umanitaria. Gli elogi a Melania Trump e la sua “più profonda gratitudine alle truppe” del Cremlino, le stesse che dall’aprile 2022 tengono in ostaggio la città

30 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 20:01
Tradotto con IA
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Ieri il capo dell’Ufficio presidenziale ucraino Kyrylo Budanov ha annunciato che l’operazione umanitaria mediata la scorsa settimana dalla first lady americana Melania Trump nella cittadina di Oleshky era ufficialmente iniziata, “per i residenti che desiderano evacuare in Ucraina sono stati predisposti dei mezzi di trasporto, e anche gli aiuti umanitari sono stati consegnati in città”. Il percorso per gli sfollati implica l’attraversamento del territorio occupato russo per raggiungere la città di Anapa, nel sud della Russia, salire a bordo di un aereo del governo russo diretto a Gomel, in Bielorussia, e poi attraversare il confine in auto per raggiungere la regione di Chernihiv, in Ucraina. Dal lato ucraino, l’operazione è coordinata dal commissario per i Diritti umani della Verkhovna Rada, Dmytro Lubinets, il primo funzionario ucraino dall’inizio della guerra a visitare una regione ucraina occupata dai russi, che in serata ha detto che tutti coloro che desideravano lasciare Oleshky avevano avuto l’opportunità di farlo “e ora sono in viaggio verso l’Ucraina. Gli aiuti umanitari sono stati consegnati. I convogli si sono divisi e non sono state registrate violazioni”. Accanto a lui ad annuire c’era Yana Lantratova, la commissaria russa per i Diritti umani che si è recata nella città sotto occupazione russa accompagnata da circa 50 giornalisti, tra cui quattro americani di Newsmax, che da giorni non fa altro che elogiare Melania Trump e che poche ore prima dell’inizio dell’operazione esprimeva la “più profonda gratitudine alle nostre truppe”, le stesse che dall’aprile 2022 tengono in ostaggio la città, “che rischiano la vita per sminare il territorio e garantire la sicurezza di questa missione umanitaria”. Oltre a Melania, Lantratova ha ringraziato il ministero della Difesa russo, i servizi di sicurezza e le autorità regionali e locali, “senza il cui lavoro la missione a Oleshky sarebbe impossibile”.
Ad assistere all’evacuazione della città il Cremlino ha invitato diversi giornalisti stranieri, e sin dai giorni precedenti ha iniziato a preparare il terreno per trasformare la tregua umanitaria in un momento di autocelebrazione davanti alle telecamere americane: secondo quanto riportato dai residenti, tutte le strade sono state ripulite, i marciapiedi ridipinti, i terminali Starlink ben riposti, mentre rifiuti e cadaveri sono stati rimossi per la prima volta dopo mesi. Rick Sanchez, un ex conduttore della Cnn che oggi lavora per Russia Today, si è presentato a Oleshky per ripetere la propaganda di Mosca, perché “bisogna tenere conto di tutti gli aspetti della storia”, e quindi anche le colpe degli ucraini, come “le inondazioni e gli attacchi alle ambulanze”. Per annunciare la fine delle procedure per la partenza del convoglio umanitario, Melania Trump ha ricondiviso un tweet di Lantratova che riprendeva a sua volta un video di Russia Today: “Oltre 750 persone scelgono volontariamente di lasciare Oleshky. Si tratta di 25 autobus, 50 professionisti medici e ambulanze. La nostra massima priorità è salvare vite umane e aiutare tutti, nel rispetto di tutte le misure di sicurezza”.