Esteri
LA GUERRA IN ORBITA •
Le restrizioni a Starlink ostacolano l’esercito di Kyiv in un momento cruciale. Intervista a Barros dell’Isw
Il satellite aiuta l’Ucraina a difendersi dalle nuove armi russe, i droni a reazione, che stanno causando danni a Kyiv e altrove. “Gli ucraini hanno creato dei propri intercettori che usano la tecnologia di comunicazione Starlink per riuscire a intercettare quei droni”, dice al Foglio l'analista dell’Institute for the study of war (Isw)
29 OTT 26

(Foto Getty)
Washington. Mentre continua il dibattito su chi tra Elon Musk e Donald Trump abbia deciso di rallentare Starlink e il suo omologo militare, Starshield, per impedire all’Ucraina di attaccare le raffinerie russe, queste restrizioni e le difficoltà segnalate nell’accesso all’intelligence americana minacciano la capacità dell’Ucraina di difendersi, afferma George Barros, analista sulla Russia dell’Institute for the study of war (Isw). Il think tank di Washington monitora quotidianamente l’invasione dal 2022 e le sue mappe del fronte sono un riferimento abituale per i governi occidentali. Ma limitarlo non fermerebbe gli attacchi alle raffinerie, dice al Foglio. “Né Starlink né Starshield, né alcuna tecnologia di comunicazione di SpaceX è mai stata concessa all’Ucraina per essere usata sul territorio della Federazione russa”.
“E’ sempre stata geograficamente limitata al solo funzionamento entro i confini dell’Ucraina”, dice Barros. Starlink aiuta l’Ucraina a difendersi dalle nuove armi russe, i droni a reazione, che stanno causando danni a Kyiv e altrove. “Gli ucraini hanno creato dei propri intercettori che usano la tecnologia di comunicazione Starlink per riuscire a intercettare quei droni”, osserva Barros.
Oltre a Starlink, anche l’intelligence americana svolge un ruolo cruciale per l’Ucraina, sia per colpire obiettivi russi lungo tutto il fronte sia per fornire il preallarme sui lanci di missili balistici, dando ai civili qualche minuto per raggiungere i rifugi. “Questo è estremamente importante e non è qualcosa che può essere sostituito da aziende private o da governi stranieri”, afferma Barros. Al di là dell’uso militare, senza quegli avvisi “le persone moriranno perché i missili balistici arriveranno e le persone non lo sapranno e non prenderanno le necessarie misure di protezione”.
Nel corso del 2026, l’avanzata netta di Mosca è rallentata a meno di un chilometro quadrato al giorno lungo l’intero fronte, osserva, citando le valutazioni degli scorsi mesi dell’Institute for the study of war. “Il 2026 è stato un anno di grande successo per l’Ucraina sul fronte”, spiega Barros. “Dall’estate e in autunno di quest’anno, le forze ucraine hanno in realtà riconquistato più territorio di quanto ne abbiano conquistato le forze russe”.
Il ribaltamento più significativo è avvenuto a nord di Lyman, dove il Terzo corpo d’armata ucraino conduce dal mese di maggio l’Operazione Vivaldi. Il 14 ottobre il corpo ha riferito di aver preso altri 101 chilometri quadrati impiegando droni bombardieri e robot terrestri dietro le linee russe e assicurandosi il controllo locale dello spazio aereo.
“Tutto questo è possibile grazie alla campagna ucraina di attacchi a medio raggio, che ha degradato in modo significativo la logistica russa a distanze intermedie”, dice Barros. Droni d’attacco a medio raggio come gli Hornet e i Darts danno la caccia ai camion e alle linee di rifornimento russe tra i 40 e i 150 chilometri dietro il fronte, guidati da terminali Starlink integrati direttamente nei loro corpi. Di conseguenza, rallentare il sistema satellitare Starlink “è molto dannoso per le forze ucraine perché aiuta la Russia ad attenuare il vantaggio ucraino sul campo di battaglia”, dice, “e lo slancio che le forze ucraine hanno attualmente”.
Un’altra tattica chiave dell’esercito ucraino che ha contribuito ai successi sul campo è stata la reintroduzione in battaglia dei veicoli blindati, considerati vulnerabili in un ambiente dominato dai droni. “Quello a cui assistiamo oggi in Ucraina è davvero la storia di due eserciti”, ha detto Barros. La Russia, davanti a cieli pieni di droni ucraini, ha messo da parte i suoi carri armati e manda i soldati avanti a piedi in gruppi di due o tre, accettando che la maggior parte morirà lungo il tragitto. L’Ucraina si muove nella direzione opposta: prima mette fuori uso i droni russi in un settore del fronte, poi riporta in battaglia i veicoli blindati, come ha fatto nei pressi di Lyman. “Una forza che sa usare i veicoli sconfiggerà una forza che sa muoversi solo in piccoli gruppi di due o tre persone”, ha sostenuto Barros.
Ciò che lega tutti questi strumenti è Delta, un sistema ucraino di produzione propria che Barros indica come la più importante innovazione bellica del paese. Nato nel 2015 da un gruppo di volontari tecnologici e oggi usato in tutte le Forze armate, Delta funziona come una sorta di Google Maps per gli eserciti: feed dei droni, immagini satellitari e rapporti dal fronte confluiscono in un unico posto, a volte persino su un telefono. Secondo i funzionari ucraini, ha ridotto il tempo tra l’individuazione di un bersaglio e il suo colpo da un massimo di tre giorni a circa due minuti. “E’ una superiorità informativa che toglie alle forze russe la possibilità di sorprendere le forze ucraine, nonostante la loro superiorità numerica e di equipaggiamento”.