I pro-Hamas? "Ho paura per me e la mia famiglia". Le parole della futura sindaca di Berlino uscite per errore

Scoop dello Spiegel sulla esponente della Linke Elif Eralp. Il settimanale attacca: "Può governare la capitale in queste condizioni?"

29 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 16:39
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Gli ambienti vicini ad Hamas che girerebbero intorno alla Linke di Berlino? La futura sindaca Elif Eralp non li vuole nemmeno nominare e dice: “La polizia criminale a suo tempo ha detto che raccomandano di non fare mai nomi precisi. Allora si trattava di criminalità organizzata. Ora si tratta di persone con contatti con Hamas. Non posso mettere in pericolo me e la mia famiglia”. La dichiarazione arriva come un terremoto nella capitale, soprattutto perché è arrivata al pubblico per sbaglio. Era scritta nei commenti all’autorizzazione finale di un’intervista di Eralp a Der Spiegel. L’ufficio stampa della politica ha mandato il documento Word a Spiegel ancora con i commenti finali e le cancellazioni di Eralp e dei suoi, un errore da principianti. La domanda dell’intervista che avrebbe scatenato il panico era su Ibrahim Ibrahim, che secondo le autorità di sicurezza sarebbe figura di primo piano del VPNK, una sigla che l’Ufficio per la protezione della costituzione di Berlino considera un ombrello per i sostenitori di PFLP e Hamas. Ibrahim è notoriamente comparso alla festa elettorale della Linke a Neukölln dopo la vittoria del 20 settembre. “Non vuole, mio marito, e nemmeno io, fare nomi precisi, lui ha paura di queste persone e anch’io” scrive nei commenti Eralp. Che poi aggiunge: “Non posso mettere in pericolo me e la mia famiglia per lo Spiegel. Cosa facciamo adesso? Annulliamo tutta l’intervista?”.
Spiegel ha deciso di pubblicare nella notte queste note arrivate per errore, dichiarando che è un caso di dovere giornalistico. “Può una donna che ha troppa paura per confermare in un’intervista il nome di un simpatizzante del terrorismo essere responsabile della sicurezza di tutti i berlinesi?”, chiede poi l’articolo di Spiegel, in un attacco frontale, soprattutto considerando che viene dal maggior settimanale progressista tedesco. Il tema è scottante: la sindaca di una città-stato come Berlino ha anche importanti responsabilità di polizia.Dopo l’errore, un portavoce di Eralp ha scritto a Spiegel che la futura sindaca sarebbe insultata e minacciata ogni giorno da mesi, parlando però di una situazione di minaccia generale, chiedendo quindi di tenere conto della sicurezza personale di Eralp. Giovedì a mezzogiorno Eralp è comparsa di fronte ai microfoni per ribadire che farà la sindaca, aggiungendo: “Agirò con la massima determinazione contro ogni forma di criminalità organizzata, violenza o terrorismo. Su questo ho dato la mia parola alle berlinesi e ai berlinesi, e lo farò rispettare”.
L’avversario di Eralp alle scorse elezioni, Stefan Evers della Cdu, è subito partito all'attacco: “Come potrebbe Elif Eralp, da sindaca, garantire la sicurezza di milioni di persone, se lei stessa ha paura dell’ambiente islamista del suo partito?”. La pressione dal mondo centrista e conservatore cresce soprattutto sulla Spd, che viene invitata a non creare il governo della capitale con la Linke (e i Verdi). C’è chi teme che l’alleanza rosso-rosso-verde offrirà all’estrema destra AfD anni di facile opposizione e propaganda. Una parte minoritaria della Spd più legata al mondo della polizia e a un’impostazione law and order storce da tempo il naso sul percorso di Berlino. Ma la maggioranza della Spd berlinese ha già votato per avviare i negoziati di coalizione con Eralp come sindaca. Lo scoop di Spiegel avrà delle conseguenze, ora o magari in futuro? Nel documento Word filtrato per sbaglio, Eralp ha anche scritto: “Che faccio adesso? Non avrei mai dovuto accettare questa intervista”.