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IL CASO •
“Siete troppo sensibili”. Alla Bbc le accuse di antisemitismo finiscono con un'offerta di terapia
Il Telegraph raccoglie le testimonianze di dipendenti ebrei che denunciano ostilità e discriminazioni, accusando i dirigenti di aver minimizzato le loro segnalazioni. Il caso della produttrice premio Oscar che ha ottenuto oltre 400 mila sterline dall'emittente

Foto Getty Images
Ai dipendenti ebrei che denunciavano episodi di antisemitismo, alcuni dirigenti della Bbc avrebbero risposto offrendo sedute di psicoterapia. Ad altri sarebbe stato detto che erano “troppo sensibili”. Alcuni hanno finito per lasciare l'emittente pubblica britannica perché non si sentivano più i benvenuti. Sono le testimonianze raccolte dal Telegraph, che racconta un clima di ostilità nei confronti dei lavoratori ebrei all'interno della Bbc, aggravatosi dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023.
A colpire sono soprattutto le reazioni dei superiori alle segnalazioni. Un dipendente, tuttora in servizio, racconta un episodio avvenuto nel 2024. Durante una conversazione su Sir Nicholas Winton, l'inglese che salvò centinaia di bambini ebrei dalle persecuzioni naziste, una collega avrebbe detto: “Dev'essere il trauma collettivo dell'Olocausto a trasformare i soldati dell'Idf in assassini di bambini”. Il dipendente le spiegò che i suoi genitori erano sopravvissuti all'Olocausto e che aveva parenti in Israele che avevano prestato servizio nell'esercito. “Oh, non mi riferivo a te”, fu la risposta della collega. Quando raccontò l'accaduto al suo superiore, però, invece di ricevere sostegno si sentì chiedere: “Vorresti fare un po' di terapia?”.
La stessa proposta sarebbe stata rivolta a Lucie Kon, produttrice di documentari che in 25 anni di carriera alla Bbc ha contribuito alla realizzazione di lavori premiati con Oscar, Emmy e Bafta. Anche il suo caso è stato raccontato dal Telegraph. Ad aprile è stata dichiarata in esubero, appena 19 giorni dopo aver partecipato alla cerimonia degli Oscar per Mr Nobody Against Putin, documentario che aveva contribuito a produrre. Il mese scorso la Bbc ha raggiunto con lei un accordo economico da oltre 400 mila sterline, dopo che Kon aveva avviato una controversia legale per presunte discriminazioni, molestie e licenziamento ingiusto.
“Sono passata dall'essere una giornalista della Bbc che per caso era ebrea a essere una giornalista ebrea alla Bbc. Era come avere la parola ‘ebrea’ stampata sulla fronte”, ha raccontato Kon. Dopo il 7 ottobre, una collega alla quale aveva detto che Hamas era il male le avrebbe risposto: “Anche i sionisti lo sono”. Le tensioni si sarebbero manifestate anche nelle decisioni editoriali. Quando Kon propose di realizzare un documentario sull'attacco al festival musicale Nova, un dirigente avrebbe sostenuto che fosse “troppo di parte” per supervisionarlo, in quanto ebrea e personalmente coinvolta. Alla fine le fu consentito di lavorare al progetto, ma affiancata da un'altra persona incaricata di garantirne l'imparzialità. Nel gennaio 2024 presentò una denuncia formale interna, poi respinta. Secondo il suo racconto, lo stress legato alla denuncia provocò una ricaduta nell’anoressia, di cui aveva già sofferto in gioventù. Nel gennaio 2025, il giorno dopo aver comunicato alla Bbc la necessità di un congedo per malattia, venne informata di una riorganizzazione che metteva a rischio il suo posto. Ad aprile 2026 è stata licenziata per esubero. “Penso di essere diventata un problema. Penso di aver fatto troppo rumore sul fatto di essere ebrea all'interno della Bbc”, sostiene la produttrice.
Ma non è l'unica a raccontare di essersi sentita spinta verso l'uscita. Polina Proutskova, esperta di intelligenza artificiale di origine russa, ha lasciato la Bbc lo scorso anno. Dopo l'invasione russa dell'Ucraina, racconta, i colleghi le erano stati vicini, senza giudicarla per le sue origini. Aveva dato per scontata quella solidarietà, ma dopo il 7 ottobre il clima è cambiato. Preoccupata da quelli che riteneva errori nella copertura della guerra a Gaza, decise di sollevare il problema durante una presentazione. “Mi è stato detto che non era appropriato, qualcuno ha presentato un reclamo contro di me e il mio capo mi ha detto che probabilmente avrei dovuto pensare di andarmene”. Poco dopo ha accettato un'uscita volontaria.
Un altro ex dipendente racconta di aver chiesto un incontro con un dirigente per discutere alcune scelte editoriali nella copertura del conflitto in medio oriente. La reazione, sostiene, fu aggressiva. “Quando gli ho spiegato che il modo in cui la Bbc raccontava il conflitto metteva in pericolo gli ebrei britannici, mi ha risposto soltanto: ‘Dimostralo’”. Il dipendente descrive quella risposta come una forma di gaslighting: “Alla Bbc piace riempirsi la bocca di solidarietà con le minoranze, ma quando si trattava della mia comunità, quella solidarietà non c'era”.
La Bbc respinge ogni forma di antisemitismo e assicura di prendere sul serio le denunce. Un portavoce ha spiegato al Telegraph che le testimonianze più recenti contengono dettagli insufficienti per consentire verifiche o indagini senza ulteriori informazioni. “L'antisemitismo, in qualsiasi forma, non ha posto alla Bbc”, ha dichiarato l'emittente, ricordando di aver introdotto nel dicembre 2025 una formazione obbligatoria sull'antisemitismo. Ma per Kon, che aveva chiesto invano anche delle scuse, il problema non riguarda soltanto la sua vicenda: “La Bbc non è piena di antisemiti, ma ha un problema con l'antisemitismo”.