Esteri
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Trump ha unito la Libia. Est e ovest con una voce sola (per una volta), ma contro di lui
Dopo l'attacco durante il comizio in Georgia, il presidente americano ha ritrattato le sue affermazioni. I due giganti del petrolio americano, Chevron e ConocoPhillips, da poco tornati nel paese con investimenti miliardari, hanno tirato un sospiro di sollievo
27 OTT 26

Foto LaPresse
In quello che è solo l’ultimo episodio di schizofrenia diplomatica di Donald Trump, domenica in poche ore la Libia è passata dall’essere definita dal presidente americano un “paese di merda” a “un popolo orgoglioso, resiliente, ospitale che merita pace e prosperità”. L’attacco è arrivato con il comizio in Georgia. “Libia, Yemen, Haiti, Somalia. Ricordate come li ho definiti? Paesi di merda”. Le parole di Trump sono riuscite per una volta a riunire l’est e l’ovest della Libia, divisa dal 2011. A Tripoli il ministro degli Esteri ha convocato lo chargé d’affaire americano per esprimere la propria indignazione, mentre Saddam Haftar, leader di Bengasi, ha scritto su X che si è trattato di “una questione deplorevole e inaccettabile”.
E’ stato allora che su Truth il presidente americano ha ritrattato. “Gli Stati Uniti restano impegnati a rafforzare le nostre relazioni bilaterali, sostenendo la tanto attesa unificazione della Libia e delle sue istituzioni”, ha scritto. E’ verosimile che Trump abbia dato ascolto a due voci distinte nell’arco della stessa giornata. In Georgia, la pressione degli israeliani – a cui la Casa Bianca non può che essere sensibile – si è forse fatta sentire a proposito del memorandum sui confini marittimi ratificato la settimana scorsa tra Libia e Turchia. Israele è penalizzato dall’accordo, rende più influente Ankara nel Mediterraneo e ostacola gli investimenti energetici tra lo stato ebraico e l’Europa. Dopo il comizio, deve essere stato invece Massad Boulos a farsi sentire. L’inviato speciale in medio oriente e Africa è l’architetto del piano di unificazione dell’est e dell’ovest della Libia e deve avere accolto con scoramento le parole avventate di Trump. A pesare sulla ritrattazione potrebbe essere stato il fatto che nella tappa successiva del presidente americano, in Michigan, Boulos era presente al seguito di Trump in qualità di uomo chiave, sin dal 2024, nel raccogliere il voto della nutrita comunità araba nello stato. I due giganti del petrolio americano, Chevron e ConocoPhillips, da poco tornati in Libia con investimenti miliardari, hanno tirato un sospiro di sollievo.